Il peso di Sami Khedira

di Matteo Viscardi |

Sami Khedira non lo puoi valutare. Non lo puoi fare mai, nel bene e ne nel male. Sami Khedira, al massimo, lo puoi pesare.

La battaglia contro il Milan di stasera è l’esempio lampante di come i parametri da attuare sulle sue prestazioni siano diversi da quelli del giocatore “normale”. Il fuoriclasse tedesco, infatti, per oltre un’ora di gioco, pascola senza particolare animosità per il prato dell’Allianz Stadium, non riuscendo a lasciare solchi evidenti su terreno e partita. Sembra la versione sbiadita del superbo giocatore ammirato tante volte, anche a Torino, negli ultimi anni, eppure, quando il gioco si fa duro, è l’ex Real Madrid a raddrizzare la rotta bianconera verso lo scudetto, con due giocate di alta scuola, degne della sua straordinaria grandezza. Assist mancino e stoccata destra, a stretto giro di posta, per far sussultare uno stadio poco soddisfatto per quanto mostrato dalla squadra sin li, e per ricordare al mondo pallonaro chi è Sami Khedira. Un campione del mondo (da protagonista), che, probabilmente, ha perso un poco di smalto rispetto ai tempi di Madrid, ma conserva intatta un’intelligenza calcistica abbondantemente sopra la media, ed una capacità di scegliere momenti, partite e addirittura momenti di partite in cui spendersi per davvero.

“Perché non ti sporchi quei pantaloncini, teutonico?”, tendono a chiedersi sulle tribune di Venaria i supporter zebrati nel corso di qualche spenta gara di serie A, infastiditi dal suo placido incedere, spesso in punta di piedi, in apparenza (e talvolta in sostanza) poco incisivo, a maggior ragione se rapportato alle zolle di campo che va a calpestare.

In serate come queste, però, ci si accorge che non ha alcun senso giudicare con tono risolutivo ogni sua allacciata di scarpe opaca ed ogni sua svagatezza, perché nella Juve 4.0 di Max Allegri, che viaggia a velocità di crociera, almeno in territorio italico, se ti chiami Sami non conta la quantità di minuti che giochi nella tua versione migliore, ma certamente la qualità dei giri di lancette che spendi con il tuo motore al massimo del potenziale. Proprio come i fondamentali ultimi 15 di stasera, ad esempio, o i 30 monumentali nella stretta finale di Wembley. Mercoledì, tuttavia, ancor più in assenza di Pjanic, la Vecchia Signora avrà bisogno del miglior Khedira senza soluzione di continuità, perché, senza il suo peso, arginare la squassante forza centrifuga, rispetto al centro dell’Europa, del Real Madrid potrebbe rivelarsi missione impossibile.