Pescara-Juve 0-2: varcare la soglia della fatica (in campo come a casa)

di Luca Momblano |

C’è da partire dalla fine. Da Dybala che alza il braccio. Il deja-vu non è il gol di Muntari, non è il primo fallo già da giallo del ghanese e non è nemmeno Conte che li faceva giocare sempre tutti (pure i difensori) nonostante poi la più temibile avversaria si impiccasse anche un po’ da sola. I contenuti storici non finiscono qui, ma l’unico che terrà banco per le prossime 72 ore è lo strampalato forfait di Dybala nella settimana di Monaco di Baviera. La partita andò poi come andò entrando di diritto nell’almanacco dell’assurdo, paradosso tra forza e mistero, luce e inganno, potenza e ingenuità. Quanto di casuale ci fosse in quella gara non è dato sapere, neppure a distanza di più di dodici mesi. Quanto debba fare da lezione per il Camp Nou è tuttora sottostimato.

A Pescara due azioni tipiche di questa Juve hanno chiuso la partita. Cuadrado è, insieme a Higuain e Khedira, nato per il 4231. Mandzukic è, insieme a Pjanic, il più votato alla scelta giusta nei momenti di sofferenza personale. Due che con la prima elementare sanno chiudere la partita (a patto che ci sia uno al centro in grado di fare almeno quanto Trezeguet).

E proprio dopo il gesto di Dybala il pubblico si è sintonizzato sul grado di fatica degli interpreti. La fatica tecnica di sopportare, con questa configurazione, più di un gregario (Marchisio non lo è). La fatica di chi le gioca praticamente tutte, per quanto Allegri alleggerisca le sedute sfruttando la partita come apice di allenamento prendendo il caso Higuain come modello trasversale. È possibile che il tecnico ci abbia preso, ma è altresì evidente che a questo punto potrebbe decidere di andare in gloria o morte senza cambiare una virgola: questo è quello che passa il convento, mangiatene tutti e fatevelo bastare.

Perché da un lato dopo lo 0-2 era giusto smettere di giocare, anche quando non hai ancora la struttura per smettere di correre. La palla un po’ scotta e scotterà anche a Barcellona. Cuadrado ne avrà ancora? Ve lo siete domandati al suo penultimo scatto. E Mandzukic crollerà di schianto? Eravate felici e spaesati al suo ultimo recupero palla difensivo, in giro poi per il campo a dettare l’azione. E Higuain? Potrà stare solo in quella bolgia là? Allegri ha già la risposta a questa domanda. Se la squadra non va a lui, lui dovrà andare alla squadra.
+8, semifinali di Champions comunque arrivino e due gite ravvicinate a Roma sono la nuova frontiera. Al che, poi, chiunque potrebbe assurgere a eroe nello strano e fantastico mondo creato da un Allegri in mano a J.J. Abrams.