Peruzzi, eroe tra i pali di una magica era bianconera

di Mauro Bortone |

La stazza imponente, il fisico poderoso, una grande presenza tra i pali e quella forza fisica che lo spingeva ad interventi prodigiosi: Angelo Peruzzi compie 51 anni e non è il compleanno di un uomo qualunque, ma di un campione bianconero protagonista di una delle più belle storie della Juventus.

Nato a Blera, nel viterbese, dove, secondo la leggenda, allenava i riflessi provando ad afferrare i pesci con le mani, cresciuto calcisticamente a Trigoria, nella Roma, dopo una lunga squalifica per essere stato trovato positivo alla Fentermina contenuta in un farmaco dimagrante, approda in bianconero.

Equilibrato, dotato di un notevole colpo di reni, coraggioso nelle uscite fuori dall’area sui giocatori lanciati, passo dopo passo si conquista la porta e panchina un mostro sacro come Stefano Tacconi per volontà di Giovanni Trapattoni.

Diventa ancora più protagonista nell’era di Marcello Lippi: è il portiere del ritorno allo scudetto e della squadra che domina in Europa, vincendo la Coppa Campioni e l’anno dopo laureandosi campione del mondo per club nella finale del 26 novembre 1996, allo Stadio Nazionale di Tokyo, contro il River Plate.

Nella notte magica di Roma, nella finale di Champions League, non è immune da colpe nel gol del pareggio dell’Ajax, siglato di Jari Litmanen, ma si riscatta e diventa decisivo ai calci di rigore neutralizzando le conclusioni di Edgar Davids e Sonny Silooy e portando la squadra sul tetto d’Europa. È un ciclo straordinario segnato da tre scudetti, una Coppa Italia, una Champions League, una Coppa Uefa, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea e due supercoppe italiane. Nel computo ci sono anche da due finali di Coppa Campioni, perse amaramente contro Borussia Dortmund e Real Madrid.

In bianconero trascorre otto stagioni, dove colleziona anche qualche infortunio muscolare di troppo a causa della sua struttura fisica. Quando lascia la Juve segue Lippi all’Inter senza fortuna per poi iniziare una seconda carriera felice alla Lazio, squadra da cui non se n’è mai più andato. Nel 2006 è il vice di Buffon e si laurea campione del Mondo con la Nazionale, guidata da un eterno Lippi.

Peruzzi è il classico giocatore generoso in campo che non ama più di tanti i riflettori: eppure, nel cuore dei bianconeri, la sua luce brilla dentro al ricordo di un’era piena di successi e sintetizzata da quella notte speciale, all’Olimpico, quando le sue mani abbracciarono la Coppa dalle grandi orecchie subito dopo aver parato le speranze degli avversari.