Perchè preferisco Mou a Sarri

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Giovanni Danella

Giorni particolarmente caldi sono questi per noi che viviamo di battiti bianconeri, poiché dopo l’addio di Allegri, che soprattutto nell’ultima parte della sua avventura juventina era motivo di divisione, ci troviamo sul fronte comune del dubbio e della curiosità su chi sarà il suo successore. Innumerevoli sono i nomi che si sono fatti, dagli albionici adottivi Klopp, Pochettino e Guardiola (mio personale sogno anche se difficilmente raggiungibile) agli italianissimi Inzaghi e Gasperini.

Il gradimento o meno di questi professionisti è naturalmente legato al gusto personale e a quello delle idee, ma per quanto riguarda due pretendenti non ancora citati il discorso è ben più complesso e legato non solo ad aspetti di campo, ma anche e soprattutto personali e comunicativi. I due pretendenti per chi non l’avesse capito sono Mourinho e Sarri. I due, per chi ha memoria corta hanno in comune l’essere stati due acerrimi avversari della Vecchia Signora, ma indiscutibilmente con modi, STILE E RISULTATI DIVERSI (pur essendo diametralmente opposta la nostra forza).

Ovvio, lo Special One è stato il nemico giurato di un periodo che tutti noi vogliamo dimenticare, ma anche protagonista di recenti polemiche e provocazioni tra lo stesso e il pubblico bianconero. Recenti sono i due gesti dell’allenatore portoghese verso i sostenitori bianconeri, ma totalmente civili, seppur provocatori e giustificati da 180’ di insulti personali e a familiari. La rottura con buonissima parte della tifoseria è evidente (si è recentemente ricomposto il rapporto con Bonucci, quindi c’è evidentemente un margine). Mi piacerebbe spiegare perché tralasciando il lato tecnico-tattico Mourinho è infinitamente più adatto di Sarri.

L’allenatore toscano è il profilo perfettamente antitetico alla Juventus per diversi motivi innanzitutto legatialla comunicazione e presentabilità.

I suoi tre problemi principali sono:
La mentalità: la Juve ha costruito in questi anni una mentalità vincente indipendentemente dal risultato, la nostra forza è trovare in noi stessi la causa tanto delle sconfitte quanto delle vittorie, non potremmo essere mai allenati da chi dice di aver perso uno scudetto in albergo, da chi parla di penombra e di anticipi e posticipi.

La finalità: siamo la Juve, una delle frasi che ci accompagna è ‘’vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta’’, e l’allenatore toscano per quanto bello da vedere, ha sempre peccato nei risultati, “Zero tituli” in bacheca per lui. Tra lui e Mou si ripropone la sempreverde opposizione Forma-Sostanza o Bellezza-Pragmatismo.

Lo stile: Lo ripeterò fino alla morte, SIAMO LA JUVE, abbiamo un immagine di più di 121 anni, non possiamo farci rappresentare da chi sembra aver dato del “finocchio” a Mancini, aver preso a male parole una giornalista napoletana ed essersi profuso in termini volgarissimi nelle varie conferenze stampa nel suo periodo napoletano.

Lo ripeto: nonostante l’arrivo dello Special One sarebbe un interessante esericizio di diplomazia e pazienza del diretto interessato, della società e della tifoseria, quello di Sarri sarebbe un’abiura al nostro secolare stile e cultura umana prima che sportiva.

Io in Guardiola comunque ci spero.

Fino alla fine


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