Perché non voglio il ritorno di Pogba

di Riceviamo e Pubblichiamo |

di Andrea Mangia

Lo ammetto: io non sono pronto.

Dopo settimane a sognare l’arrivo in panchina di quello che ormai, grazie alla stampa mainstream, va ribattezzato “l’innominabile catalano”, non sono pronto a rituffarmi nell’audace speranza di ritenere possibile qualcosa di incredibile e mediaticamente altisonante, come il ritorno di Paul Pogba.

Troppo costoso il francese, troppo esose le richieste del Manchester United, troppo allettanti le sirene del Real Madrid, in un’estate in cui Perez sembra intenzionato a consegnare a Zidane una squadra nuovamente “Galactica”. Pogba al Real, se ne parla da anni e, prima o poi, accadrà.

Come se non bastasse, ad alimentare le vane speranze ci pensano i guru del mercato che ti raccontano che Paul preferirebbe addirittura tornare da te piuttosto che accettare le lusinghe dei blancos.

Qualitativamente parlando, è uno dei 5 (a stare larghi) centrocampisti più forti al mondo. Sublimando il pensiero del grande Buffa (che parlava di Balotelli) Pogba ha davvero il fisico di un guerriero Ashanti, unito a tecnica sopraffina ed un impatto mediatico da star NBA. Sulla carta, un affare mostruoso.

Ma no, stavolta non ci casco, voglio resistere, so già come andrà a finire… ed allora, come nella la volpe con l’uva, eccomi ad elencare i motivi per i quali NON vorrei il ritorno di Paul in bianconero.

Avete presente le vecchie campagne marketing del “prendi 3 e paghi 2”? Bene, con Pogba avremmo l’inverso: il 2×3, un uomo capace di fare 2 ruoli ma al sacrificio di almeno 3 titolari, conti alla mano.

Un PogBack rischia infatti di dissanguare le casse bianconere senza, per l’ennesima volta, avere l’impressione di riuscire a completare la squadra in modo convincente in ogni reparto. Alzi la mano chi, l’anno scorso, pur in estasi per l’arrivo di CR7, era felice di iniziare la stagione con Matuidi titolare.

La domanda da porsi è: cosa (o meglio chi) siamo disposti a sacrificare per Pogba, tenendo conto che, a meno di improvvisi ripensamenti, è intenzione della Juve fare un investimento nel reparto difensivo.

Con l’aiuto della logica e tenendo per buoni i nomi riportati dai media, non è difficile comprendere quali giocatori potrebbero consentirci di accumulare risorse da reinvestire su Pogba:

Dybala, che seppur smarrito e sbiadito andrebbe poi comunque rimpiazzato a dovere,

Douglas Costa, che seppur desaparecido l’anno scorso resta un potenziale top,

Cancelo, che è stato croce e delizia della scorsa stagione.

Ecco quanto “costa” Pogba: il mancato arrivo di un centrale top più il sacrificio di 2 pezzi pregiati.

Sarebbe invece un piccolo suicidio sacrificare Pjanic per far posto a Pogba, anziché provare dopo 2 stagioni a mettergli finalmente di fianco qualcuno che, calcisticamente, parli la sua stessa lingua.

Il bosniaco, con tutti i limiti di tenuta fisica, è, ad oggi, l’unico in rosa capace di giocare da regista in un centrocampo a 3. Emre Can lo ha fatto (male, con tanto di ammissione di Allegri). Così come non mi pare il ruolo di Ramsey né tantomeno di Pogba, che da play basso perde il 70% del suo potenziale. Bentancur? Potenzialmente sì, ma la sua maturazione calcistica sta prendendo una piega differente e sarebbe follia presentarsi ai nastri di partenza col solo uruguaiano potenziale play, a meno di improbabili cambi di rotta a livello tattico.

Ecco perché non sono così esaltato nel vedere ipotetiche Juve 19/20 che prevedano Can regista con di fianco il pur divino Paul ed in attacco tridenti composti da CR7, Higuain e Bernardeschi…

In altre parole… Paul è e sarà sempre un sì, a livello teorico, ma a che prezzo (tecnico ed economico…)?

C’è poi un aspetto tattico che mi tormenta: l’irrefrenabile voglia di Paul si specchiarsi col pallone tra i piedi. Quei 3, 4 o 5 tocchi di troppo (e magari poi al 6° fa la magia e spazza via i dubbi).

Questa sua indole e “libertà tattica” si sarebbe sposata con Allegri ma potrebbe “cozzare” con la maggior richiesta tattica di Sarri nei confronti dei centrocampisti.

Lo stesso Sarri ha spiegato che il suo Chelsea è stato meno “fluido” del Napoli proprio perché alcuni giocatori di qualità superiore (vedi Hazard) a volte mal si conciliano col gioco a 1-2 tocchi.

Non è necessariamente un male, se ti fanno vincere le partite, ma è limitante per la manovra. dal punto E se Sarri ha fatto capire di concedere tale licenza negli ultimi 30 metri, un interno di Sarri deve avere un’abnegazione ed una funzione specifica negli altri 70 metri che striderebbero forse con gli estri di Paul.

Qual è la soluzione migliore? Meglio accantonare (ahinoi) il sogno Pogba per un interno forte, fortissimo, ma con caratteristiche più congeniali al gioco del mister e con un esborso economico meno faraonico, che consenta meno sacrifici e l’acquisto di un top difensore.

Meglio sacrificare giocatori in esubero di uomini non più titolari e accantonare il sogno Pogba per mettere tutte le caselle al posto giusto e rendere la Juve pressoché perfetta.

 Paul Labile Pogba… riaverti sarebbe meraviglioso, ma non la miglior cosa che possa capitarci…