Perché Mattia Perin e il dualismo con Szczesny

Mattia Perin, 25 anni, arriva alla Juve per 12 milioni + 3 di bonus e un ingaggio da 2,5 milioni l’anno.

Colpaccio per un portiere giovane tra i migliori in A e secondo in Nazionale (assieme a Donnarumma) grazie al contratto in scadenza 2019. Al tempo stesso quasi un lusso per un secondo portiere.

Sull’acquisto specifico ci sono pochi dubbi, Perin è giovane, miglioratissimo rispetto agli esordi (al Pescara di Zeman) in cui alternava prodigi a stafalcioni, e ha superato due infortuni ai legamenti. Vista l’età ha margini di miglioramento, è italiano e, con meno clamore, si inserisce nel filone di portieri Juve e Italia,  citato da Marotta.

Su altri versanti però ci possono essere dubbi su questa mossa di Marotta:

perché investire su un portiere di riserva proprio al primo anno di titolarità di un portiere affidabile e relativamente giovane (28 anni) come Szczesny? Ci sono dubbi sulla tenuta, bravura e continuità del polacco?

perché spendere 12 (15 coi bonusi) milioni e darne 2,5 (in 4 anni di contratto il peso annuo lordo di Perin sarà quindi 3 milioni di ammortamento cartellino più 5 milioni lordi circa di ingaggio: 8 milioni) ad un secondo portiere quando Szczesny due anni fa alla Roma ha disputato tutte le 38 gare di A, lasciando ad un fenomeno come Alisson solo Coppa Italia ed Europa League? Non sarebbe stato meglio investire quei soldi in altri reparti?

perché occupare un posto in lista, con tutte le limitazioni che le regole sulla Lista Serie A e soprattutto quella di Champions comportano per un ruolo “accessorio”? Non era meglio prendere un secondo portiere CTP (club trained player) che non occupava un posto in lista, come Mirante o Audero?

Oltre a questi tre interrogativi l’acquisto di Perin può instillare un retropensiero su una minimizzazione dei rischi per un eventuale fallimento (anche parziale) di Wojciech Szczesny

Il portiere ex-giallorosso è stato il migliore in A due anni fa (votato dai colleghi e uomo col maggior numero di clean sheet in stagione) e  quest’anno ha avuto la porta immacolata per 14 gare sulle 21 da titolare, protagonista poi di un piccolo record con 1 gol subito in 11 gare di fila. Un ruolino che non lascerebbe spazio a dubbi, in termini di rendimento, efficacia, tecnica, attitudine mentale ed esperienza. Al contempo, anche in caso di insicurezza del polacco, l’eredità pesante di 17 anni di fila col portiere più forte della storia del calcio potrebbe difficilmente ricadere sulle spalle di Perin, ottimo elemento, ma non ai livelli dei top player del ruolo -i vari Alisson, Courtois, Neuer, De Gea, Oblak, Ter Stegen-.

Abbiamo “due mezzi portieri top” quindi bicchiere mezzo vuoto, o abbiamo il portiere di riserva più forte in Europa, quindi bicchiere mezzo pieno?
Quelli elencati sono tutti falsi problemi:

1. Il portiere alla Juve deve fare 10 partite di livello (tra A e Champions) e probabilmente 20-30 parate di livello in un’intera stagione. Avere un top player in porta (come l’abbiamo avuto negli ultimi 17 anni) può cambiare le sorti di qualsiasi altra squadra in A, ma incide meno alla Juve che ha la migliore difesa da 7 anni, anche in termini di tiri subiti. Per questo l’impatto di un Buffon (o di uno Szczesny) alla Juve è molto minore di un Handanovic in questi anni di Inter. Per quanto riguarda la Champions, Buffon ci ha regalato performance di livello superiore negli ultimi anni che, in alcuni casi (Lione, Barcellona, Real Madrid), hanno aiutato uno straordinario percorso in Coppa, tuttavia Szczesny può garantire una solidità pari a quella dell’ultimissimo Buffon, perdendo magari qualcosa in termini di posizionamento, esperienza e talento, con un guadagno in esplosività ed uscite. Va detto che nell’ultima CL abbiamo assistito a performance di portieri -Karius, Ulreich, lo stesso Navas contro di noi- decisamente opache pure in squadre che sono arrivate molto avanti in Coppa.

2. Abbiamo un portiere 28enne che 2 anni fa è stato il migliore in serie A ed è forte tra i migliori 10 al mondo, subito a ridosso dei primissimi, e ora abbiamo un secondo portiere 25enne che ha avuto un ultimo anno di rendimento pazzesco al Genoa. Godiamoceli entrambi, senza retropensieri negativi. Se avessimo comprato subito un giovane portiere italiano (Perin o Donnarumma) l’anno scorso, la pressione del paragone e dell’eredità di Buffon sarebbe stata ingiusta e insostenibile. Szczesny invece non ha sofferto il confronto, non foss’altro per la sua nazionalità. In questo modo invece Perin non è “l’erede di Buffon”, ma il secondo di Szczesny e, se se la gioca bene, il futuro della Juve.

3. Abbiamo pagato i 2 cartellini di entrambi spendendo meno di 30 milioni con un ingaggio complessivo di 6 milioni. Oggi qualsiasi portiere migliore di Szczesny e Perin di quella stessa età costa almeno dai 60 milioni in su (sempre se accetta la Juve e la Serie A) e prende almeno 5-6 milioni. Quindi qualsiasi tentativo di migliorare oggi quel reparto sarebbe stato economicamente impossibile viste le priorità in altri reparti.

4. La competizione esiste in ogni big europea o quasi, in qualsiasi ruolo, quindi sia Szczesny che Perin, al primo anno di Juve (il primo da titolare e il secondo in assoluto) saranno ancora più stimolati a fare bene, anche perché non sembrano avere problemi particolare di insicurezza o personalità.

5. Se per assurdo ti si rompe il portiere titolare (difficile ma succede, vedi appunto Neuer) non hai un pur promettente Audero o uno stagionato Mirante a difendere i pali, magari nelle gare cruciali di una stagione, ma hai Perin, uno dei due portieri della Nazionale.

6. Se tra qualche anno vuoi venderne uno dei due saranno ancora relativamente giovani per un portiere e quindi la Juve potrà di sicuro fare plusvalenza, come quella fatta per Neto, ad un livello molto più inferiore.

7. L’acquisto di Perin, nell’unico momento in cui un portiere della Nazionale ha un costo così basso (per la scadenza 2019 del suo contratto) e in un mercato in cui il Napoli è alla (quasi disperata) ricerca di un portiere, la Roma potrebbe esserlo vista l’eventuale cessione di un corteggiatissimo Alisson (con la vetrina dei mondiali), così come il Milan che messo la toppa temporanea Reina per l’altrettanto probabile cessione di Donnarumma, di fatto sottrae alle dirette rivali la migliore scelta in rapporto qualità-prezzo costringendo soprattutto il Napoli a svenarsi per un portiere non abituato alla serie A. Classica mossa Juventina dello svuotamento di talenti per il mercato altrui.

C’è infine un aspetto romantico, che fa l’occhiolino ad un destino che sembrava segnato: nella sua prima gara contro la Juve, il 20enne Perin al Pescara prende 6 gol. A fine gara sconsolatissimo viene avvicinato da Buffon che gli parla con enfasi e lo abbraccia in modo molto caloroso. “Mi ha detto di non mollare e scoraggiarmi, che sono giovanissimo e che ho un luminoso futuro davanti. E sì, era la prima volta che lo vedevo, non ci eravamo mai sentiti o visti prima“.