Perché il Napoli rischia il 3-0 a tavolino

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Roberto Arcella (avvocato) 

Si ricorda che l’artt. 55 delle N.O.I.F. (Norme Organizzative Interne Federali) prevede, al comma 1, che «Le squadre che non si presentano in campo nel termine di cui all’art. 54, comma 2, sono considerate rinunciatarie alla gara con le conseguenze previste dall’art. 53, salvo che non dimostrino la sussistenza di una causa di forza maggiore».

Nel caso concreto, secondo la SSC Napoli sembrerebbe voler addurre una siffatta causa di forza maggiore per effetto di un asserito divieto di allontanamento domiciliare impartito ai propri atleti dall’ASL Napoli 1 Centro.

La tesi non coglie nel segno.

Basta leggere infatti la nota a firma del Direttore Dr.ssa Lucia Marino, avente ad oggetto «Caso positivo Piotr Zielinski»

 

 

 

nella parte in cui la stessa richiama espressamente la Circolare del Ministero della Salute prot. 21462 del 18 giugno 2020 («I contatti stretti (del tipo ad alto rischio) individuati nell’indagine epidemiologica dovranno osservare e rispettare, anche alla luce dell’attuale andamento epidemiologico COVID-19 rispetto al quale è in corso la massima attenzione per contenere la diffusione del contagio – nell’interesse prevalente della salute collettiva – ai sensi della Circolare Ministeriale prot. 21463 del 18 giugno 2020 l’isolamento fiduciario per 14 giorni…») ed invita la SSC Napoli a comunicare il domicilio presso il quale verrà effettuato l’isolamento per poter avviare le azioni consequenziali di sorveglianza sanitaria.

 

 

Tale nota, quindi, non contraddice – ed anzi richiama espressamente – la Circolare del Ministero della Salute prot. 21462 del 18 giugno 2020. Tale ultima circolare, a riprova dell’insussistenza sul punto di qualsivoglia conflitto tra ordinamento giuridico statuale e sportivo, è richiamata anche dall’addendum del 28 settembre 2020 a Protocollo  FIGC del 18/6/2020. 

L’ultimo capoverso della Circolare in parola, che introduce il concetto di isolamento fiduciario del “gruppo squadra” prevede infine che «nel caso in cui risulti positivo un giocatore ne dispone l’isolamento ed applica la quarantena dei componenti del gruppo squadra che hanno avuto contatti stretti con un caso confermato» e che «l Dipartimento di prevenzione può prevedere che, alla luce del citato parere del 12 giugno 2020 n. 88 del Comitato tecnico scientifico nominato con ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 630 del 3 febbraio 2020, alla quarantena dei contatti stretti possa far seguito, per tutto il “gruppo squadra”, l’esecuzione del test, con oneri a carico delle società sportive, per la ricerca dell’RNA virale, il giorno della gara programmata, successiva all’accertamento del caso confermato di soggetto Covid-19 positivo, in modo da ottenere i risultati dell’ultimo tampone entro 4 ore e consentire l’accesso allo stadio e la disputa della gara solo ai soggetti risultati negativi al test molecolare», ed infine che «Al termine della gara, i componenti del “gruppo squadra” devono riprendere il periodo di quarantena fino al termine previsto, sotto sorveglianza attiva quotidiana da parte dell’operatore di sanità pubblica del Dipartimento di Prevenzione territorialmente competente, fermi gli obblighi sanciti dalla circolare di questa direzione generale del 29 maggio 2020».

Tali prescrizioni escludono che la nota dell’ASL Napoli 1 Centro in commento possa interpretarsi come un divieto di allontanamento dei singoli atleti dai rispettivi domicili, richiamando la stessa, al contrario, le prescrizioni ministeriali volte proprio a garantire nella massima sicurezza la disputa della gara.  E che la SSC Napoli sia consapevole di ciò è dimostrato dalle notizie diffuse dalla stampa secondo le quali la squadra riprenderà gli allenamenti martedì 6 Ottobre prossimo.

Ne discende che non è possibile individuare nella nota dell’ASL Napoli 1 Centro alcuna causa di forza maggiore


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