Perché per Cristiano è più importante la A che la Champions

di Lazar Perović |

Dura la vita da Twitstar! Retweet, interazioni a non finire, smartphone in palla.

Per 24 ore ho provato la quotidianità di una celebrità dei social e non le invidio per niente. Il motivo di tanto clamore è dovuto a questo tweet volutamente provocatorio che ha suscitato il delirio tra i tifosi non juventini:

 

Può un giocatore con un palmares fatto di cinque Champions League, tre Supercoppe UEFA, un Campionato Europeo, tre Premier League, due Campionati Spagnoli, una FA Cup, due Coppe di Lega, due Coppe di Spagna, due Community Shield, una Supercoppa portoghese e una italiana, oltre a cinque palloni d’oro e innumerevoli altri premi individuali, mettere in cima alla lista dei desideri della sua nuova avventura bianconera la vittoria della Serie A?

La risposta è sì, perché quel giocatore si chiama Cristiano Ronaldo e nella sua carriera ha vinto tutto. Proprio per questo è interessato a continuare a riempire di trofei la propria bacheca, soprattutto di quelli che ancora gli mancano. Motivo per cui, quest’anno, nella sua testa lo Scudetto è F-O-N-D-A-M-E-N-T-A-L-E.

A differenza degli ultimi anni a Madrid con la gestione Zidane, nella sua prima annata a Torino, CR7 sta giocando sempre: 34 presenze, 2836 minuti giocati su 3060 minuti totali disputati dalla Juventus in stagione. In campionato è stato sostituito per la prima volta alla quattordicesima giornata, in occasione di Fiorentina-Juve, a dieci minuti dalla fine sul punteggio di 3-0. Ha giocato anche prima della sfortunata trasferta madrilena, contro il Frosinone, fino a che il punteggio non è stato messo in cassaforte. Niente turno di riposo nemmeno in Coppa Italia nelle sfide con Bologna e Atalanta. Cristiano sta dimostrando di voler essere sempre presente.

Per quale motivo è passato da una gestione delle partite quasi chirurgica, focalizzata ad avere il massimo rendimento nelle sfide chiave in Champions League a voler giocare anche contro l’ultima in classifica in campionato? Sono scelte dell’allenatore?

È difficile pensare che Allegri possa imporgli quando giocare e quando non farlo. CR7 è troppo grande per questo. Si autogestisce in base a quelli che sono i suoi obiettivi. La verità è che Cristiano vuole vincere tutto e per lui la Serie A, un trofeo che manca nel suo sterminato palmares, ha un’importanza enorme. Probabilmente superiore alla Champions, proprio perché viene da anni di vittorie in Europa. Del resto ha già ribadito in passato che a differenza di Messi lui si è imposto anche altrove. Aggiungere anche il campionato italiano all’elenco dei trofei vinti e farlo da dominatore incontrastato, raggiungendo magari il record di punti, è una sfida personale.

Cristiano gioca per arricchire la sua bacheca con altri trofei e, anche se per i tifosi dopo 7 anni di dominio vincere lo Scudetto inizia quasi a essere noioso, per lui è prioritario.

E la Champions? Appuntamento al 12 marzo per l’operazione rimonta.