Perché amo Massimiliano Allegri

di Juventibus |

di Agnese Rumolo

Non lo volevo con noi e non ho paura di ammetterlo. Non volevo quel livornese strano, colpevole di aver recriminato troppo sul famoso goal di Muntari, non dopo Conte, che ci aveva abbandonato all’improvviso, dicendo che non eravamo più all’altezza.
Volevo allontanarmi dal mondo del pallone, dalle esultanze, dagli sfottò, da quel “fino alla fine” ed il suo significato.
Eppure ora sono una delle sue più grandi sostenitrici.
Ieri sera Massimiliano Allegri si è dimostrato uno dei migliori allenatori del mondo.
Ha preparato la partita con la formazione che il Destino gli aveva assegnato, pagando l’assenza dei titolari nei cambi che, ahi noi, non si sono dimostrati all’altezza.
Ci ha creduto fino alla fine, scegliendo di lasciare Paulo a Torino e accettando l’assenza di Claudio, senza rassegnarsi. Ci ha creduto mentre parlava in conferenza, tranquillo e determinato.
Era venuto per vincere e ha giocato per vincere, preparando la partita in maniera perfetta, dominando per 70 minuti contro la seconda squadra più forte al mondo (la prima l’abbiamo affrontata il 6 Giugno), ci ha creduto quando si è giocato l’ultimo cambio, mossa tattica per permettere alla squadra di rifiatare e raccogliere idee e lucidità.
Mancava poco, pochissimo, e lui ci credeva.
Poi è successo ciò che è successo e il sogno di Massimiliano Allegri – il nostro sogno – è andato in mille pezzi.
Sarebbe stato magnifico sbattere quella coppa maledetta in faccia a chi ci augura la caduta, il fallimento, la morte. A chi dice che 15 vittorie di fila sono inutili. A chi dice che siamo come una famosa squadra norvegese. A chi quella coppa non l’ha mai vinta e probabilmente non la vincerà mai.
Eppure non dobbiamo disperare.
Uno dei meriti di Massimiliano Allegri è quello di averci ridato una mentalità europea, oltre che vincente. È quello di averci permesso di giocarcela alla pari con le più grandi d’Europa, riuscendo a dominare e a sfiorare il sogno con la punta delle dita.
Ciò che mi ha lasciato ieri sera, oltre a tantissima amarezza, è la consapevolezza che questa squadra ha solo ampissimi margini di miglioramento e che, con Massimiliano Allegri alla guida, possiamo davvero ambire a raggiungere ciò che abbiamo solo sfiorato.
Io credo in Massimiliano Allegri e credo nella Juventus FC.
Avanti, tutti insieme! Fino alla fine!