Pensieri, parole e trofei: da Atene a oggi

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Il Mundial 1982 di Spagna fu a ben vedere quello di maggiore qualità della storia delle competizioni per nazionali. L’Argentina di Maradona campione del mondo in carica, il Brasile più forte di sempre (a detta anche dei tecnici brasiliani) con Zico, Junior, Socrates, Falcao, la Francia di Platini, Giresse, Rocheteau, Tigana (che avrebbe stravinto l’Europeo 2 anni dopo), la Polonia di Boniek e Lato, la Germania di Breitner e Rummenigge senza contare formazioni davvero altrettanto forti come Inghilterra (uscita imbattuta da quel torneo) e Belgio. Ma il blocco juventino fu evidentemente decisivo (Zoff, Gentile, Cabrini, Tardelli, Paolo Rossi, Scirea) ai fini della conquista della coppa del Mondo.

Vorrei tornare al dopo Berlino 2015, quando il Presidente Andrea Agnelli disse che c’era rammarico per la sconfitta ma che le finali di Coppa Campioni per cui rammaricarsi erano altre: certo, come si può non essere d’accordo. Ovviamente non c’è né maledizione né spesso relazione nella maggior parte di queste finali, talune giocate in epoche e contesti molto diversi. Allo stesso tempo però credo che un casus belli ci sia e credo proprio che si tratti della finale di Atene, persa inopinatamente con l’Amburgo.

Era il 1983, ed a quei magnifici giocatori che ho citato prima che condussero la nazionale al trionfo in Spagna la Juve aggiunse Platini e Boniek senza contare Brio, Bettega, Furino…vedete, sarebbe come avere oggi, e non credo di esagerare, il Real Madrid più Messi e Neymar. Quella finale, se vinta, avrebbe inevitabilmente aperto un ciclo di tre conquiste come negli anni ’70 seppero fare Ajax e Bayern Monaco, tanto è vero che l’anno successivo, il 1984, vi fu la conquista della Coppa delle Coppe a Basilea e quello ancora successivo ci fu l’Heysel. Nel 1996 a Roma giocammo l’unica finale di Coppa Campioni all’altezza della situazione, dominando l’Ajax e vincendo il trofeo.

La finale col Borussia Dortmund merita un capitolo tutto a parte perché non ho mai visto in una finale cosi tante decisioni sbagliate a senso unico da parte di un direttore di gara, nello specifico l’ungherese Pulh, però chissà…Del Piero reduce da un infortunio, un gol da metà campo di un ragazzino mai esploso, forse doveva finire cosi.

Quattro sono le coppe Campioni che dovrebbero essere al J Museum, almeno 4. Anche perché: 2 finali di Supercoppa Europea e altrettante vittorie, 3 finali di Intercontinentale e 2 trionfi 5 di Uefa e tre affermazioni: sono percentuali assai diverse e che comunque confermano che noi contiamo sempre e ci siamo sempre anche in Europa ed anche e soprattutto adesso che il calcio italiano non conta un beneamato.

Io vivo all’estero e quando arrivo in un qualsiasi aeroporto europeo mi reco in una libreria e nella sezione sport/calcio vedo solo Ronaldo, Messi, Real Madrid, Barcellona, stop. Mio figlio l’anno scorso ha voluto la maglia di Ronaldo. Ha 8 anni, comincia ora a vedere le partite e quando c’è il Real o il Portogallo questo segna sempre: per un bimbo è come vedere un supereroe invincibile, appunto.

I miei supereroi erano quelli del mondiale spagnolo, indossavano la casacca bianconera e quella doveva essere la mia squadra. Quello che sta facendo la Juve in questo momento storico del nostro calcio ha dell’incredibile: è l’unica squadra europea che cerca di contrastare uno strapotere: due anni fa ha battuto il Real e ha perso col Barca, quest’anno l’opposto. L’altra corazzata è il Bayern che ci ha eliminato (ricorderete tutti come) la stagione scorsa e che da quando ha preso uno dei migliori centravanti al mondo, Lewandowski, non è MAI nemmeno arrivata in finale! E quindi diamo a Cesare quel che è di Cesare: in questo momento storico è davvero molto difficile trionfare in Europa.

Quando eravamo i migliori (1982-83) non abbiamo vinto. Anzi, in quella sciagurata stagione perdemmo anche il campionato, vinto dalla Roma. Acciuffammo per i capelli solo la Coppa Italia in una finale andata e ritorno col Verona al 119′ nei supplementari. Ho appositamente evitato di menzionare la finale col Milan.

Ho sentito menzionare il nostro palmares in più di un intervento, ma vorrei ricordarvi che 11 anni fa hanno cercato di distruggerci (escludendoci dal vertice per almeno 5 stagioni). Eravamo fortissimi, avevamo lo stesso fatturato delle spagnole ed eravamo in procinto di acquistare Cristiano Ronaldo e chissà chi altro: senza quella farsa quanti trofei avremmo adesso?

 

 

di Stefano Uda