Chi ha paura della Champions?

di Leonardo Dorini |

juve

Riprende la Champions e con essa alcuni riti collettivi che non mancano mai in casa della nostra tifoseria.

Partiamo da un primo dato di fatto:  la stella del momento, il ragazzone norvegese Haaland, arriva puntualmente a segno in Champions e lo fa nel giorno in cui è stato ufficializzato il passaggio definitivo di Emre Can ai giallo-neri; poteva questo non dare la stura ad una serie di recriminazioni sul mercato bianconero di gennaio? No, non poteva, come se il biondo – per qualche motivo misterioso – dovesse per forza venire proprio da noi e come se il tedesco si fosse improvvisamente trasformato in un novello Johan Cruyff che poteva ribaltare le sorti del nostro incerto centrocampo.

Tralasciamo poi il fatto che le due gare svoltesi hanno visto prevalere le due squadre meno favorite, l’Atletico del Cholo e il Dortmund, contro i più titolati Liverpool e PSG (che però hanno una gara di ritorno più che abbordabile, quasi facile), e che ciò ha riaperto immediatamente la “solita” diatriba fra risultatisti e giochisti, fra esteti e pratici, fra nuovo e vecchio….diatriba che sarà puntualmente ribaltata ad un prossima occasione.

Ma quello che forse più ha caratterizzato il mondo social lato bianconero dopo le prime due gare degli Ottavi è il “sacro terrore” di fronte agli altri team all’opera: “se questi sono i ritmi, non ce la possiamo fare”; “la Juve tiene questo ritmo per 3 minuti”; “è un altro mondo, non ci riguarda” e via lamentando.

Sì, d’accordo, la grande Coppa con le orecchie è un frutto proibito, un’alchimia complicata, un sogno impossibile, un incastro infernale di forza, pianificazione, caso e fortuna, ma basta piangersi addosso amici gobbi! Tralasciando un track record tutto sommato rispettabile negli ultimi 5 anni, in fondo con l’Atleti del Cholo abbiamo tranquillamente portato a casa il risultato nei gironi (e Sarri è l’unico allenatore degli ultimi 13 a fare risultato a casa loro) per non parlare del ritorno lo scorso anno (a proposito di intensità).

Certo, la Juventus di oggi non pare essere un mostro di velocità e di intensità, ma tranquilli che farà il suo: se qualche dubbio c’è stato sulle famose “motivazioni” in campionato, non ce ne dovrebbe essere alcuno nella competizione regina.

Significa che passeremo agevolmente il turno? Nossignore, ci sarà da soffrire. Possiamo dirci allo stesso livello delle grandi corazzate? Ce la siamo giocata alla pari con queste negli ultimi anni, siamo oggi probabilmente sotto di loro, ma di certo non è il caso di fasciarci la testa preventivamente: ogni gara fa storia a sé e la Juve ci sarà.

Dai ragazzi, niente vittimismo: il Romanzo Champions è appena ricominciato.