Paulo Dybala al bivio: i valori in campo

di Leonardo Dorini |

Il volgere al termine della stagione 2020/21 senza particolari obiettivi (se non ovviamente centrare la qualificazione alla Champions League 21/22 e la Coppa Italia) ha senz’altro anticipato molte considerazioni che normalmente iniziavano ad essere di attualità a maggio inoltrato: lasciando un attimo da parte il pur importante tema dell’allenatore, le considerazioni di cui parliamo sono quelle del calcio-mercato della futura sessione estiva.

Il rientro in campo di Paulo Dybala, con annesso decisivo gol (non meno importante di quello di 13 mesi fa contro l’Inter) riporta questo giocatore al centro del dibattito: qui non vogliamo discutere delle sue traversie dell’ultimo periodo, del film horror che ha idealmente collegato la mesta apparizione in Juve-Lione lo scorso agosto (quando Sarri lo rischiò e lui giocò pochi minuti prima di uscire dolorante) al pessimo episodio del recente “caso festino” che lo ha visto protagonista, con annesse multa e non-convocazione.

L’unica speranza è questo brutto film finisca e possiamo davvero assistere ad un gran finale di stagione senza più infortuni, di alcun genere, per l’argentino numero 10 della Juve: la squadra ne avrebbe estremo bisogno, anche per dare fiato a Ronaldo e Morata, costretti agli straordinari.

Il tema che vogliamo invece affrontare è invece un altro, anch’esso tormentone di questi mesi: il rinnovo del suo contratto e le connesse considerazioni economico-finanziarie su una possibile cessione del calciatore.

Vediamo prima di tutto di fare il punto sui valori in gioco: Paulo Dybala è approdato alla Juventus nel luglio 2015, ad un valore complessivo di 41,4 milioni ed è quindi in forza al Club bianconero dalla stagione 2015/16, con un contratto di 5 anni (in scadenza nel 2020); nell’aprile 2017, proprio nei giorni della spettacolare prestazione allo Stadium contro il Barcellona, intervenne un rinnovo biennale, e quindi il giocatore è in scadenza fra 15 mesi, il 30 giugno 2022.

Il valore residuo delle prestazioni sportive del giocatore è in carico, nella semestrale chiusa al 31 dicembre 2020, a 8,3 milioni: la prima considerazione da fare, quindi, è che l’effetto di diluizione dell’ammortamento residuo, in caso di rinnovo ulteriore – ad esempio di 3 anni, porterebbe questi 8,3 milioni su 4,5 esercizi invece che su 1,5: circa 3,7 milioni di impatto, non poi così elevato, ma comunque in grado di attutire l’effetto del ritocco dell’ingaggio, che attualmente è pari a 7,5 milioni e che certamente salirà – anche se non sapremmo dire di quanto (sarà portato a 10? 12? di più? chissà).

Un valore di carico residuo così contenuto, tuttavia, apre il vero tema centrale: la Juve cederà la Joya? A noi pare che l’ipotesi di fare una plusvalenza importante, magari già entro il 30/6/2021, non possa che essere sul tavolo: d’altronde, che il 10 argentino non fosse considerato incedibile lo sappiamo già dall’anno scorso, quando vi furono ben due trattative su di lui.

Un’ipotesi di cessione a importi simili a quelli – rifiutati – lo scorso anno (si parlò di 50/60 milioni) potrebbe quest’anno avere più spazio, posto che comunque, come ormai noto, si tratterà di lavorare su ipotesi di scambio, come fu un anno fa per il caso Pjanic-Arthur.

Da un lato quindi vi sarebbe l’ipotesi di 40/50  milioni di plusvalenza con possibili contropartite tecniche, tutte ovviamente da valutare a seconda di quale Club sarà interessato; dall’altro, vi è la strada di proseguire il sodalizio con questo campione, in vista di poterlo ulteriormente valorizzare in maglia bianconera.

Vedremo quale delle due  strade sarà intrapresa.


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