Il pastrocchio Juve-Napoli dalla Asl alla Zielinski

di Juventibus |

ASL Napoli 1 impone l’isolamento dopo la positività di Zielinski. ASL Napoli 2 lo comunica agli altri giocatori (residenti in altra zona), poi c’è ASL Caserta 1 a Castelvolturno dove si allena il Napoli. L’ASL Napoli 1 aveva dato l’ok al Genoa (nonostante le positività di Perin e Schone) per la gara al S. Paolo. Altra gara, altro numero di calciatori positivi, altro livello di allerta (?). L’ASL decide e tratta i calciatori come “cittadini normali”, benissimo! Ma perché l’ASL Napoli non trattò i calciatori del Napoli come cittadini normali che avevano avuto contatti stretti con i calciatori del Genoa poi risultati positivi?

Bolla. In cui una squadra dovrebbe chiudersi quando ha un positivo al suo interno: tutti in un hotel o in una struttura di riferimento, si rifà il tampone e se tutti sono negativi l’isolamento fiduciario continua ma ci si può allenare/giocare. Pare che la “bolla” al Napoli non ci sia mai stata, con calciatori a casa, a cena in giro, al commissariato, qualcun altro dice che è tutto normale: Zielinski ha saputo di essere positivo a casa, così come gli altri erano già a casa. A casa appunto. Non in bolla.

Campionato. Diciamo la verità: è finito qui. Ogni autorità locale può scavalcare un protocollo FIGC già molto labile e fulcro su cui reggeva la “bolla” del calcio. Siamo a 2.500 casi al giorno, quando e se si arriverà ai 20mila previsti dalla Germania e già presenti in Francia, il Governo italiano farà ciò che sa fare meglio, da sempre: chiudere tutto e lavarsene le mani.

DeLaurentiis/De Luca. Istrionici, vulcanici, pittoreschi, padri/padroni. ADL ha fatto campagna elettorale per VDL, sodali e legatissimi. Da qui a pensare ci sia stato accomodamento dei provvedimenti ASL (che dipende dalla Regione) e dei Vice di De Luca (che hanno “precisato” il provvedimento ASL) ce ne corre. Come dice il terzo incomodo (De Magistris): tutto è lasciato alla vostra sagacia o intuito.

Elmas è il positivo minore della vicenda (in bocca al lupo a lui e ai suoi congiunti), snobbato dal racconto mediatico (e dai comunicati ASL che viaggiano in rete), dall’altro lato “goccia” che fa traboccare il vaso, visto che dopo poche ore il risultato del suo tampone le cose precipitano e le solerti ASL bloccano bus, aerei e viaggi in modo quasi militare e impongono l’isolamento (ognuno a casa sua).

Famiglia. L’ASL impone l’isolamento fiduciario. Mentre la Juve fa alloggiare i suoi al J|Hotel in attesa di tampone, il Napoli sta “attrezzando” le residenze nel suo centro e immaginiamo Gattuso e i suoi in famiglia: allenamenti a distanza, lezioni di pittura e cucito, pane e pizze fatte in casa e alle 18 tutti fuori al balcone per intonare “Abbiamo un sogno nel cuore”.

Genoa. Squadra untrice di A. La più antica, internazionale, la più assurdamente cangiante ad ogni mercato. Porto di mare, porto di calcio, porto di virus. Da Perin, il primo (?) ad altri 22. Com’è possibile avere 22 positivi (su 30-40 persone) rispettando “tutti i protocolli FIGC anti-Covid?“. Delle due l’una: o il protocollo è Pro-Covid o al Genoa non lo hanno rispettato.

Lockdown: Prepariamoci tra 2 mesi ad un nuovo lockdown del calcio: dichiarazioni quotidiane di Spadafora e Gravina tra play-off, play-out e formule varie. Stavolta Diaconale sparlerà meno e ci sarà qualche altro personaggio di spicco. Con fallimento probabile di una serie di club “pericolanti”. E magari una nuova Serie A con meno squadre (o la SuperLega?).

Ministri. Quello dello “Sport” trova la parola dopo 48 ore, in un silenzio imbarazzante nel pieno caos, per dire “decideranno le autorità sportive“, senza una parola sulle implicazioni del conflitto istituzionale tra regola stabilita da Governo/CTS e FIGC e la prima ASL che si sveglia. Si spera di trovare parole sagge dal Ministro della Sanità, Speranza che invece dichiara: “Meno calcio e più Scuola!” (WTF??!!), mentre il suo Vice Sileri sentenzia “Il protocollo dovrà cambiare”.

Napoli. Poteva succedere con qualsiasi club e in qualsiasi ASL d’Italia. E invece, sfortuna ha voluto, sia successo col Napoli Calcio e con l’ASL di Napoli. Ci auguriamo per gli azzurri non ci siano ripercussioni per la stagione e che le ASL di Napoli siano altrettanto solerti e rigorose nella prevenzione del contagio.

Opinionisti. Abituati a politici, giornalisti, conduttori TV, giudici, nani e ballerine, l’intreccio tra calcio, punti a tavoli e salute pubblicano ha esteso il calderone anche ad attori, chitarristi e comitati scientifici, del resto dopo le Università e l’ONU, la Juve fa scomodare anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Protocollo. Documento “vivo” dice Andrea Agnelli, che può essere modificato con gli sviluppi della situazione al fine di preservare le manifestazioni sportive. A noi pare invece, con buona pace dell’ottimo e serio Presidente, che il protocollo sia un documento già “morto” e sepolto.

Quarantena. Non “isolamento fiduciario” ma “quarantena” dice l’Ing. Verdoliva commissario dell’ASL Napoli 1, ai microfoni di Varriale. Due sono le cose: o ha ragione e la quarantena imporrà al Napoli di non uscire di casa e non allenarsi per 14 giorni (il 18 c’è Napoli-Atalanta) o è isolamento fiduciario e il caro Ingegnere non capisce la differenza tra una siringa e un catetere.

Rinvio. Non è la Juventus a poter rinviare le gare, ma la Lega di A (organo in cui la Juve non ha manco un consigliere, ci sono Antonello, Percassi, Scaroni, Marotta e Lotito) che non lo ha fatto. Quella stessa Lega che si era riunita in presenza (“per dare un segnale”) ospitando così un ADL che incubava suo malgrado il virus, presentandosi ovviamente senza mascherina. Certo, in passato si ricorda di un Napoli-Juve rinviato da Prefettura, Comune di Napoli e SSC Napoli per condizioni atmosferiche avverse, ma quelli erano altri tempi.

Sabato. Ci sono persone che aspettano da mesi documentazioni mediche o anche burocratiche dalle ASL italiane. Poi c’è l’unica ASL in Italia che un sabato pomeriggio si attiva con 5 comunicati, PEC, documenti ufficiali e divieti di spostamento. Un sogno!

TreAZero. Tutto molto triste. Perché non servirà a nulla. Perché verrà assegnato poi tolto. Perché ci saranno teatrini ulteriori, perché la gara sarà recuperata, affollerà calendari già assurdamente affollati da folli amichevoli nazionali. Fino alla chiusura.

Ugolini: Sky faceva arrabbiare un po’ tutti -juventini per alcune considerazioni “populiste” e tifosi del Napoli per troppi sospetti sul club azzurro-, ad unire tutti in una sorta di solidarietà istintiva era Ugolini, inviato da Napoli, bombardato di domande scomode: “dove hanno trascorso questi giorni i giocatori?”, “si sono allenati?” “sono andati a casa o in albergo?”, “erano all’aeroporto o in bus?”, “e ora dove sono?”. Il povero Ugolini rispondeva balbettando, come se non potesse rivelare segreti o dovesse ponderare ogni risposta per evitare arresti, squalifiche e 3-0 a tavolino. Solidarietà!

Varriale/Verdoliva: Il vicedirettore di Rai Sport fa grande giornalismo di inchiesta contattando il Commissario dell’ASL Napoli 1 (sì, c’è un Commissario, ma questa è un’altra storia…). Tutto perfetto, se non fosse che Verdoliva mischia isolamento a quarantena, parla di nessun divieto di trasferta, ma anche di contact tracing, di circolare del Ministero dell Salute che consente alle ASL di far svolgere le gare o meno (ma si tratta dell’ASL in cui si svolge la gara…) e infine del fatto che il Milan non avrebbe chiesto all’ASL di Milano di andare a Crotone (falso). Insomma, per fare chiarezza si finisce per creare ancora più confusione. Varriale invece fa il suo lavoro, alla vostra “sagacia o intuizione” capire quale sia…

Zielinski. Mentre Milik era già “scappato” in Polonia e giocherà contro l’Italia (dove ci saranno giocatori di altre squadre che hanno avuto positivi o stretti contatti con altri in cui c’erano dei positivi), il povero Piotr, autore di un’ottima gara contro un Genoa debilitato, è l’unico che merita la nostra attenzione, non per la sua salute (“totalmente asintomatico e ora non rischierà di contagiare altre persone”), quanto per il suo senso di colpa: pare che il giorno prima Zielinski sia andato al Commissariato di Giugliano per un documento, con foto e abbracci ricordo con gli agenti. E la quarantena? E l’isolamento fiduciario? Il contact tracing? Magari Giugliano avrà un’altra ASL a parte.

WhatsApp: “De Laurentiis mi ha mandato un messaggino, per chiedere di rinviare la partita. Io gli ho risposto che la Juve rispetta le regole“. Perché ADL voleva rinviare la gara? Perché mancavano Insigne, Elmas e Zielinski o perché il Napoli veniva da una settimana “complicata”, o per spirito umanitario paventando i rischi di nuovi positivi tra i suoi calciatori e quindi anche in quelli Juve (Milik a parte, già partito)? Non lo sapremo mai, ma ci piace pensare la notifica di WhatsApp e Agnelli che guarda il messaggino: Aurelio: “Glià André, nun pazzià!”