Il passaggio all’indietro

di Aulo Cossu |

Non mi ero unito ai peana post-vittoria contro la Roma; felice per Il Sorpasso nell’ottica rivalità quale juventino di Roma, ma segnalando che nel secondo tempo l’unico tiro verso Pau Lopez fosse stato quello di Ibanez.

La sconfitta di Napoli provoca tanta rabbia, perché subita da un avversario palesemente ai minimi termini, sia di uomini, sia di atteggiamento, al quale, nondimeno, temo non avremmo segnato nemmeno giocando altre tre ore; e infatti al settantesimo, di fronte all’ennesimo passaggio all’indietro, ho spento e sono uscito, cosa che non mi capitava da tempo.

Appunto, il passaggio all’indietro. Con il Texano alle prese, credo, con problemi fisici, la capitale importanza in questa squadra di Arthur e’ nella sua sola presenza, che alza di parecchio il livello, altrimenti mediocre, delle prestazioni di Rabiot e sopratutto di Bentancur. Entrambi infatti, in assenza del brasiliano, non appena ricevono palla hanno un solo, immediato e subitaneo pensiero: mettersi spalle alla porta avversaria e passarla all’indietro, perché atterriti dalla possibilità (nient’affatto remota) di perdere palla sul pressing avversario.

Non so ieri quanti passaggi all’indietro ho contato dei due suddetti, quota adeguatamente integrata da Bernardeschi, sul quale non mi soffermo per evitare al mio già malandato fegato ulteriori colpi. Segnale inequivocabile, già emerso con Roma e Inter in coppa, che quest’anno il nostro centrocampo è completamente privo di fosforo e di personalità, carenza cui la geometria e la capacità di tenere palla e di depotenziare il pressing di Arthur si rivela imprescindibile.

Ma il brasiliano è fuori per un malanno che non si riesce a comprendere, quindi si va a Porto con una squadra da passaggio all’indietro, oltretutto senza cambi a centrocampo. Difficile che il duo Franco-uruguagio trovi in tre giorni personalità e forma fisica che occorrerebbero, quindi allo stato, fermo restando che il discorso scudetto si è fatto assai complicato, non rimane che confidare in CR7, ieri avvilitosi nell’osservare un vero e proprio “clinic” di gioco spalle alla porta da parte dei suoi compagni.

Passare un turno di champions quest’anno ha una importanza economica decuplicata, quindi bisogna sperare e tifare. Ma tecnicamente la situazione ormai è purtroppo chiarissima.


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