Un mese da Juve “vera” per la risalita

di Mauro Bortone |

Un mese da leoni per capire di che pasta è fatta la Juventus targata Andrea Pirlo e per sapere se potrà lottare per il decimo scudetto consecutivo fino alla fine della stagione, come auspicato e annunciato dal presidente Andrea Agnelli.

L’incubo del -10 e -9 rispettivamente da Milan e Inter e il sesto posto parziale in classifica (con una partita in meno, quella col Napoli da rigiocare dopo il clamoroso ribaltamento deciso dal Collegio arbitrale del Coni) prima di questa pausa natalizia hanno lasciato amarezza e alimentato dubbi sul progetto tecnico e tattico.

C’è un mercato di “riparazione” da vivere in questi giorni, anche se, in genere, a gennaio, appare difficile comprare bene: può essere però l’occasione per piazzare alcuni esuberi, poco sintonizzati col mondo bianconero, oppure di trovare i giocatori di complemento ad una rosa che ha delle falle numeriche e di alternative in alcuni ruoli.

Ma, a prescindere dal mercato, servirà una Juve “old style”, capace finalmente di fare filotto, cosa che non le riesce da tempo. Nella testa di tutti i tifosi, infatti, l’idea è che questa squadra sia in grado di fare quello che finora è mancato; la sensazione è che occorrerà qualcosa di davvero speciale per tornare a vincere il campionato e anche lo staff tecnico dovrà metterci del suo, rispolverando i pregi che la squadra ha avuto nell’ultimo decennio, ovvero l‘adattamento agli avversari e alle partite complicate.

La doppia impresa è farlo con un calendario carico di appuntamenti decisivi: si parte il 3 gennaio con l’Udinese, per poi spostarsi il 6 a San Siro per la sfida scudetto con la capolista, il Milan; il 10, a Torino, arriva il Sassuolo lanciatissimo di De Zerbi in corsa per un posto nell’Europa che conta; il 13 gennaio ci sarà l’ottavo di finale unico con il Genoa, tra le mura dello Stadium; il 17 nuova trasferta a San Siro per il big match contro l’Inter; il 20, altro passaggio decisivo della stagione, con la Supercoppa italiana da giocare a Reggio Emilia contro il Napoli di Gattuso, per aggiudicarsi il primo trofeo a disposizione; il 24 ci si ributta nella Serie A con Juventus-Bologna, e Genoa permettendo, il 27 i bianconeri potrebbero dover affrontare il quarto di Coppa Italia, per poi chiudere un mese fondamentale con la trasferta a Marassi contro la Sampdoria.

È evidente che i due scontri diretti a San Siro rappresentano dei crocevia strategici per la Juve e per le velleità di vittoria dello scudetto e trovarli incastonati tra la sfida di supercoppa e il turno di Coppa Italia certamente non agevola il cammino. Ma il quoziente di difficoltà paradossalmente potrebbe essere l’alleato di una squadra, che ha bisogno di una nuova scintilla per rialzarsi e tornare a essere quello che è sempre stata.