PARTITABUS / Verona-Juve 2-1: Bipolari

di Willy Signori |

Alla Juve giocare 90 minuti non piace, così la prima mezz’ora è un soliloquio veronese coi gialloblu che non sembrano al terzo impegno in sei giorni e gli uomini di Sarri che si chiudono in area come un pugile suonato rintanato all’angolo. Il Verona segnerebbe anche ma Kumbulla ha il naso in fuorigioco e stavolta i cm al VAR sorridono ai bianconeri che, pur nella catalessi generale, prendono un palo e una traversa con le conclusioni degli unici due svegli: Costa (che poi si farà male tanto per non perdere l’abitudine…) e Ronaldo.
Higuain invece è mobile come una pianta finta, lascia solo CR7 come Bugo ha fatto con Morgan e davvero non si capisce cosa veda Sarri per preferirlo a Dybala.

Continua il periodo ectoplasmatico di Pjanic che ormai è attento come uno scolaro nei primi giorni di giugno.

Per fortuna che c’è Cristiano Ronaldo (quello falso) che è in un periodo di forma spaziale e segna per la decima partita di fila. Il Verona a questo punto sembra spompato ed è qui che la Juve combina la frittatona divisa in parti:
La prima è cortesemente servita a 4 mani da Bentancur che tenta un tacco improbabile e il già citato Casper Pjanic che appoggia un pallone per Borini tanto comodo da valere come assist.

Qualche minuto dopo Bonucci smanaccia in angolo una palla pericolosa, peccato non sia il portiere; VAR, rigore, Pazzini, gol, 2-1.

A nulla serve la solita sveglia tardiva che spesso offre la Juve quando la partita si mette male e il tempo sta per finire. Non succede più nulla e il Verona si prende 3 punti meritati.

La Juve invece perde la seconda trasferta di fila in campionato (3 nelle ultime 5) e la perde come fanno le squadre che non sono squadre: senza rendersene conto, senza reagire, mollando appena qualcosa va storto, senza testa. Una principessa sul pisello applicata al calcio.
Aggravante: lo stato di grazia di Cristiano Ronaldo

È una Juve bipolare che si addormenta, si sveglia e si riaddormenta.
Manca concentrazione, manca filtro a centrocampo, manca attenzione in difesa, manca la personalità di prendersi l’episodio positivo e trasformarlo in 3 punti. Manca la voglia di vincere il nono scudetto consecutivo. Manca una formazione titolare e almeno 3/4 ruoli non sono coperti in maniera affidabile. Manca Dybala, soprattutto quando non gioca. Manca l’ossigeno non appena l’avversario alza il ritmo.
Peggio ancora manca la condizione fisica e questo ti fa andare in apnea anche contro squadre che giocano bene ma sono più deboli, come il Verona reduce dalla partita con la Lazio 4 giorni fa. Tutte queste mancanze 2 domande te le devono mettere in testa.

Poi ci sono i particolari che sembrano insignificanti ma che vogliono dire tanto: per esempio vedere Buffon in piedi a bordo campo dare disposizioni ai giocatori è stato un segnale che solo uno sprovveduto può interpretare in maniera positiva.
Sarri si gioca il posto (solo lui?). Se ha idee questo è il momento di tirarle fuori, anche se l’impressione è che “ci serve una barca più grossa”.