PARTITABUS / Udinese-Juve 2-1: Neverending story

di Willy Signori |

Avete idea il pezzo celebrativo perfetto?
Lo stavo scrivendo, gustando un epico finale nella città che ci diede uno degli scudetti più belli della nostra storia 18 ani fa. Ma questa squadra è capatosta e nell’anno del campionato più strano di sempre, all’insegna del ciapanò, prolunga la sofferenza (o godimento?) di chi già stava con la mano sul tappo dello spumante pronto per stappare manco fosse capodanno. Ormai non è più questione di se ma di quando.

Segna per i bianconeri uno dei migliori di tutta la stagione, deLigt, pareggio di Nestorovski che sfrutta un momento di catalessi juventina ad inizio ripresa.

Partita inutile di Ramsey, il cui unico highlight è la stecca a DePaul dopo 20 secondi, poco meglio fa Bernardeschi nel senso che è solo trasparente e non dannoso.
Alex Sandro devono averlo chiamato all’ultimo, gioca come uno che hanno appena svegliato e tirato giù dal letto. In avanti Dybala e CR7 sparano a salve.

A parte i singoli però la partita è l’ennesima dimostrazione di una squadra che gioca 2 partite in una, sul pezzo il primo tempo, a pezzi il secondo. A pezzi mentalmente, un gruppo che non sa andare a tempo, che non sa tenere il tempo, un jazz suonato da punk con strumenti giocattolo.
La manovra offensiva è imballata, lenta, ingolfata da una squadra in lotta per la salvezza che ha l’unico pregio di difendersi e sapersi chiudere in ordine.
Di contro si balla dietro che è una meraviglia. Si rischia a quasi ogni azione, si fa fatica a guardarsi negli occhi e fidarsi l’uno dell’altro.

Nel recupero arriva in contropiede il 2-1 finale di Fofana che uccella bene deLigt e infila Szczesny.
Copione già visto e altro ribaltone subito, per fortuna indolore, stavolta, ma che deve far riflettere per il futuro. E quando diciamo futuro non ci riferiamo alla prossima stagione ma al prossimo mese, anche se certi difetti congeniti che questa squadra ripropone regolarmente, temiamo che non possano essere risolti in pochi giorni.

È troppo caldo anche solo per arrabbiarsi.
Pazienza, ancora poca, per lo scudetto. Molta di più per tutto il resto.