PARTITABUS / Torino-Juve 0-1: Il giorno dei morti

di Willy Signori |

Desideriamo iniziare questa simpatica rubrica con un omaggio musicale a John Lennon con un breve estratto di Imagine:
Imagine all de sciglioooou playing another sport
You may say i’m a dreamer, but i’m not the only one
I hope someday you will join us
And we’ll play with a normal fullback

Immaginate la scena: retropassaggio con palla da Cristiano Ronaldo a De Sciglio -che già così è fantascienza- cambio di campo proposto dal Mattia sbagliato, palla in curva e calcio d’angolo per il Torino.
Così il campione si presenta al suo ritorno in campo, da lì in poi tutto il resto è noia.

Noia anche perché la Juventus sarriana è alla quarta puntata di una evidente involuzione, bisogna riconoscerlo.
La partita è stata difficile, si sapeva da prima: il Torino gioca seriamente dalle 3 alle 5 partite all’anno e 2 sono quelle contro la Juve: i motivi li sappiamo bene.
Stasera però mancano all’appello anche le tante palle gol che avevano accompagnato le 3 uscite precedenti. Le occasioni ci sono, soprattutto dopo il vantaggio ma un pò per meriti di Sirigu (che comunque sta lì a fare quello di mestiere) un pò per la solita imprecisione non si concretizzano.
La manovra è lenta perché i giocatori sono lenti e appannati, sembra mancare qualcosa. La rosa è lunga e profonda, ma Sarri si ritrova costretto a fare come i membri dell’Apollo 13 che in mezzo ai guai si dovettero arrangiare con quello che c’era. Speriamo almeno di non finire arrosto.

L’emblema dell’involuzione è Ronaldeschi un mostro a due teste il cui motto è “se il vecchio potesse, se il giovane sapesse”.
Bernardeschi dove lo metti lo metti sempre una sciagura si rivela: quando deve passare non passa, quando deve tirare non tira, quando non deve fare nessuna delle 2 cose se ne esce con la soluzione peggiore immaginabile.
“Ha grandi doti dinamiche e fisiche”. Potevamo prendere un mezzofondista allora, caso chiuso.
L’altro processino (ino ino per adesso) tocca farlo a Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro: svogliato, indolente, perde più tempo a scagnarare con Izzo che a giocare per la Juve. Sbaglia pure le cose più elementari. Però è CRISTIANO RONALDO e quindi chiedo scusa. Daje però.

TOP3 della serata:
Partiamo con l’indiscusso MVP della serata ma anche degli ultimi 2 mesi: Juan Cuadrado, una soluzione alla Apollo 13 appunto che si sta rivelando insostituibile. Quando lo affrontano non perde mai un duello, meglio di Highlander. Se si pensa chi giocava dall’altra parte della fascia stasera (il Mattia sbagliato) e come si è fatto saltare in un paio di occasioni vengono i brividi…

Higuain: qualche volta se piove merda e qualcuno deve metterci un ombrello e chi chiamerai? Gonzalo Higuain.
Non è detto e non è scritto che non si possa giocare bene a calcio senza un vero 9, ma quando l’acqua arriva alla gola e cominci a bere, quando la serata è complicata e l’avversario ha il sangue agli occhi e non molla un cm, quando le idee sono poche ma ben confuse insomma “quando piove merda e qualcuno deve metterci un ombrello” un centravanti serve come il pane. L’ingresso di Higuain ha svoltato la manovra, ha messo paura al Torino, ha portato al gol.

DeLigt: Il Mattia giusto, protagonista nel bene e nel mani.
Possiamo dire con una certa sicurezza che la sfortuna l’ha preso di mira e fa capitare ogni pallone che gravita dalle sue parti sui suoi arti superiori. Breve inciso sull’episodio di stasera: non so se è rigore, se lo era quello di Lecce questo è un episodio pressoché identico.
Proprio questo però ci deve far apprezzare il giovane Semola ancora di più, perché lui la sfiga la sfida, non la teme, la affronta, se ne frega e gioca. E stasera segna pure.

 

È un periodo così, in cui bisogna accontentarsi e fare più punti possibili anche con vittorie di misura (ennesima quella odierna) perché quando il mare è grosso bisogna tenere la testa su e non bere… come diceva uno che adesso non ricordo…