PARTITABUS / Spezia-Juve 2-3: Corto Muso

di Willy Signori |

Ci sono partite che non sono partite ma sedute psicanalitiche, lavande gastriche, attacchi cardiaci.
La partita in casa dello Spezia è una di queste esperienze extracorporee in cui sembra di avere un incubo e poi al risveglio si ringrazia il cielo per aver solo sognato.

La Juve di settembre 2021 è una squadra fragile senza idee né convinzione, che prende gol con una facilità estrema. È un lavoro difficile per Allegri, ma va detto che dopo 5 partite e altrettanti punti, era lecito aspettarsi qualcosa di più: un’idea, uno schema, una visione di squadra che lotta per un obbiettivo comune. Le prestazioni sono deprimenti, i giocatori depressi, anche se devono prendersi parte della responsabilità insieme alla società e all’allenatore.

Alcune cose che ci ha detto la trasferta ligure:

Chiesa sa benissimo cosa significa giocare alla Juve: la formazione deve essere lui più altri 10.

DeLigt lo ha capito da un pezzo, idem come sopra.

Se lasci il pallino del gioco agli avversari, prendi gol anche con lo Spezia.

Il centrocampo è un rebus a cui non hanno trovato soluzione nemmeno i solutori più abili.

Dopo il 3-2 la squadra si è abbassata: scelta strategica o bisogno di rifiatare? Nel primo caso c’è da sperare che si capisca quanto prima che equivale ad appendersi a un filo e regalare al nemico un paio di forbici; nel secondo invece bisogna aspettare che la condizione arrivi ad un livello accettabile, se non ottimale.

Godiamoci i 3 punti, che sono l’unica cosa (o quasi) da salvare di questa serata.