PARTITABUS / Sampdoria-Juve 0-2: Padre Figlio e Giorgio Chiellini

di Willy Signori |

Piove;
Sui treni caldi dei pendolari, sopra i silenzi dei tassinari, sulle africane per mezzo ai viali, sopra i parenti negli ospedali e piove stasera anche sul chiuso della galera. 
Da quella galera partono fuochi d’artificio di protesta dei detenuti che si sentono dall’impianto sportivo adiacente, dove stanno giocando Sampdoria e Juve. Piove anche lì, sempre più forte.

La Juve se ne frega, dei fuochi, dell’acqua, che “una goccia e poi un’altra si spiaccica in faccia” alla Juve in tenuta arancione interessa nulla, lei gioca come poche altre volte aveva fatto in stagione.
Gioca e gioca bene con trame precise, con le idee chiare, gioca verticale come i suoi giocatori le permettono, mentre solcano il campo disastrato de Ferraris che diventa via via più zuppo.

Pirlo sceglie il duo vecchio stile trinità/bambino per la difesa con Danilo Timido e Faina Cuadrado a guardargli i fianchi.
Davanti a centrocampo si accomoda quello che dovrebbe avvicinarsi di più all’idea di reparto titolare: Chiesa, Arthur, Bentancur e McKennie. Ronaldo e Morata davanti a completare la truppa.

Dicevamo grande primo tempo: da un recupero di Cuadrado la palla arriva a Benta che non ci si addormenta sopra, lancia lungo e verticale per Morata che la scarica centrale a Ronaldo, il 7 gliela restituisce in un attimo dopo avere attirato un paio di blucerchiati, Morata avanza in area defilato a destra la mette al centro bassa e precisa, si avventa Chiesa comparso dal nulla come Aldo nel deserto e segna un gol bellissimo.
La Juve avanza in scioltezza, casca di nuovo nel suo difetto più grande fin qui, la concretezza. Si mangia 2 gol quasi fatti, uno addirittura lo divora Ronaldo, perso nel suo “momento Pacione” dell’anno.
Il primo tempo si chiude inspiegabilmente sull’1-0 mentre piove, sempre più forte.
Le squadra entrano negli spogliatoi, probabilmente a bere davvero un tè caldo, ma dopo 15 minuti ne esce solo una: la Sampdoria.
I bianconeri se la prendono comoda e giocano un secondo tempo da remi in barca, sarà per l’acqua che sale, sarà per l’avversario che prende coraggio e alza il ritmo. Addirittura Ranieri compie una mossa che Pirlo non può permettersi: cambiare le 2 punte.
Anche Fabbri decide di iscriversi come protagonista della partita e si segnala evitando il secondo giallo ad Ekdal per motivi sconosciuti. La Juve continua a soffrire. Un momento di coma vigile che va dal 46° al minuto 91.
Nel mentre prende il comando il capitano, il numero 3: Giorgio Chiellini, “Ovunque proteggi”.
Giorgio Chiellini assurge al rango di divinità greca, non muore, risorge sempre. È il nostro santo protettore e dimostra ancora una volta di avere stazioni da attraversare prima di arrivare al capolinea. Sempre puntuale e decisivo in almeno un’occasione in cui interviene perfettamente su di un tiro scagliato da Quagliarella a colpo sicuro.
Giorgio Chiellini, trinità, il piede sinistro del diavolo, quando si tratta di difendere. Che i suoi colleghi dei gli conservino la salute e i polpacci in buona condizione e concedano a noi di vederlo in coppia con DeLigt.

Secondo tempo di sofferenza quindi e quando c’è da soffrire, sotto l’acqua, Giorgio sale in cattedra e ci spiega la vita. Fino al 91° quando, dopo una serie di cambi non sempre comprensibili da parte di Pirlo (tra cui la la passerella che concede a Bernardeschi per il suo addio al calcio) che smonta il centrocampo, arriva il gol di Ramsey, servito da un altro pilastro di questa Juve che mescola esperienza e gioventù, Cuadrado. Fine dei giochi.

Ci siamo ancora, da stasera un pò più convinti perché c’è pure lui: padre figlio e Giorgio Chiellini.