PARTITABUS / Napoli-Juve 2-1: Non ci resta che piangere

di Willy Signori |

Si piange per un sacco di cose nella vita, dalle più serie a quelle meno.
C’è Claudio, col basket nelle vene che stasera non potrà smettere di singhiozzare e dormirà (poco) con Kobe a fianco. Chissà quanti come lui. C’è poi la Juve che perde male a Napoli giocando la più brutta partita con Sarri in panchina e una delle peggiori degli ultimi anni.
Il Napoli merita, gioca bene, fa quello che può e deve fare nella partita più importante di ciò che resta del 19/20, la Juve fa poco e quel poco a partita finita.
Il primo gol subìto è un misto di lentezza da bradipo e testa altrove, imbarazzante.

Fino al guizzo solitario di Ronaldo, 89 minuti e zero tiri in porta contro la difesa monca partenopea sono un dato che non abbisogna di ulteriori commenti. La Juve non c’è stasera, ma come squadra non c’è quasi mai e, se è vero che quando si è assuefatti alla vittoria alimentare gli stimoli è difficilissimo, la prestazione al San Paolo ci restituisce l’immagine di una Juve più simile a un gatto castrato che a una tigre affamata: la sera in cui dare la zampata seria al campionato e mettere punti con la P tra Lei e le avversarie fa cilecca clamorosamente.
“È la prima volta che mi succede” si commenta d’ufficio una défaillance del genere. Stavolta è vero.

Il tridente è sdentato, il centrocampo è evanescente e in una situazione del genere le idiosincrasie col pallone dei singoli o le personalità alla Don Abbondio vengono fuori tutte impietosamente. La formazione che schiera Sarri ha poco capo e niente coda. Uno strazio lungo 90 minuti, il mister paga “in uno sbaglio solo gli errori tutti della vita”: sbagli suoi e non solo, troppe volte sembra un cuoco intento a cercare in dispensa un prodotto che semplicemente non c’è.

Lo scudetto rimane aperto, come lo sarebbe stato anche a +6, il pareggio prandiale dell’Inter col Cagliari e della Lazio nel derby limitano il danno ma preoccupa tremendamente il blackout di stasera, perché anche quando non piove se il cielo è scuro color piombo e le nuvole si avvicinano non resta che prepararsi al peggio.
E piangere, perché in una domenica che entra di diritto nella top ten delle domeniche di merda non ci resta che piangere.