PARTITABUS / Milan-Juve 1-1: Mister, c’è posta per te

di Willy Signori |

Coppa Italia a San Siro dove una Juve minore ma amatissima vinse una splendida coppa in finale proprio col Milan grazie al gol del mediano Galia.
30 anni dopo stesso posto e clima più caldo di un appartamento occupato da sudamericani.

La Juve sull’orlo del fallimento, rinviato grazie all’accordo salva-stadio con Allianz, delle cene per organizzare il putsch di Torino e commissariarla tecnicamente.

Ecco che succede: il Milan parte molto bene, mena quando c’è da menare, accosta quando c’è da accostare.
La Juve gioca come può fare una squadra con un centrocampo impresentabile;
Matuidi sembra Steve Urkel, ha due comodini ai piedi, corre e copre bene ma palla al piede è palla persa.
Pjanic è il fantasma di se stesso, molle e svogliato.
Ramsey avrebbe bisogno di continuità, ma alla Juve la continuità te la devi guadagnare con prestazioni di livello. Stasera il gallese ha offerto una prestazione imbarazzante.

In difesa De Sciglio si dimentica di essere passato alla Juve 3 anni fa e assiste immobile alla carambola di Rebic per il vantaggio rossonero.
Cuadrado riesce ad essere utile e molesto allo stesso tempo come un banner su Juventibus.
CR7 non basta e quasi ci si sente dispiaciuti per lui, che meriterebbe di meglio, come noi che sta squadra la guardiamo.

In tutto questo Sarri continua a prendere appunti e prova a sistemare qualcosa ma la Juve di inizio 2020 non è squadra e cambiando l’ordine dei fattori il risultato è sempre una schifezza. Comincia a non essere più chiaro se i giocatori vorrebbero ma non possono o potrebbero ma non vogliono.
Dybala fa meglio dell’ultimo Higuain ma l’area continua a essere frequentata come un Blockbuster nel 2020.
È ancora plausibile la motivazione dei carichi di lavoro in vista di marzo? E come si spiega una Juve così abulica incapace di sfruttare le debolezze del Milan capace di prendere 4 gol in 40 minuti domenica sera? Parliamo della superiorità numerica degli ultimi 20 minuti: se non l’aveste saputo, ve ne sareste accorti?

Il rigore finale arriva su un episodio che ogni arbitro ormai valuta a proprio piacimento, cambia il risultato, non la prestazione, pessima.

Preoccupante, come una polenta piena di grumi, come un “tranquillo ci penso io” detto da Morgan, come una mattinata alle poste il giorno delle pensioni, come la reunion de “le vibrazioni”, come ogni problema senza apparente soluzione.