PARTITABUS / Milan-Juve 4-2: Non dire gatto…

di Willy Signori |

Dopo la vittoria del Lecce ai danni della Lazio la Juventus si presenta a SanSiro con una palla demolitrice per distruggere un castello di carte, tanto rimane del campionato 19/20. Solo alla fine scopriremo tristemente che sarà la Juve a interpretare la parte del castello fatto col mazzo da scala 40.
Senza pietà CR7 segna il gol numero 30 della stagione, tante quante le volte in cui Higuain chiede alla panchina quanto manchi alla fine del match.

L’assenza di Dybala si sente troppo, anche se Bernardeschi prova a sostituirsi e creare un pò di gioco tra le linee. Però è timido come un chierichetto alle prime armi e come insegna Morrisey la timidezza non sempre è un bene: dopo due palle niente male in 10 minuti si ritira come un diacono perché arriva il tempo delle ostie e quella è roba per il prete.
Chi non ha impacci ed incertezze è invece Bentancur che se una cosa la vuole se la prende con tutte le mani e i piedi.

Mi piacerebbe scrivere qualcosa anche su Danilo, ma questo vorrebbe dire farmi querelare, quindi per stasera passo il turno limitandomi a farvi notare che al quarto d’ora del secondo tempo Pjanic (un altro che ormai pascola per il campo seppur con qualche nota alta) lo insulta per come rimette in campo il pallone. Con le mani.

La partita racconterebbe di una squadra di leoni che si avventa impietosamente sulla preda se non fosse che si dimentica che le partite durano 90 minuti e, complice anche la concessione di un rigore generoso ancora per fallo di “mano”, ridà ossigeno ad un Milan fino ad allora ordinato ma impotente. Imperdonabile.
Con gli ultimi scriteriati e superbi 30 minuti i bianconeri cancellano i primi 60.

6 minuti di follia insensata in cui la Juve prende 3 gol, (a cui poi se ne aggiungerà un quarto): Solo allora arriveranno tardivi i cambi (un marchio di fabbrica di Sarri… cosa aspetta ogni volta?) ma la squadra ormai è andata, uscita di testa dal match. Alcuni però non ci sono mai entrati: Rugani è uno di questi e per quanto mi riguarda, per il nulla che pesano queste parole, i bonus sono esauriti.
Una follia che cancella il doppio vantaggio, la prodezza di un ottimo Rabiot che rimarrà inutile, un’istantanea dell’esperienza del francese fin qui.

Ci saranno polemiche arbitrali forse, o forse no, di sicuro sono convinto che nessuno dei tesserati Juventus sfascerà lo spogliatoio ospiti. Tuttavia la realtà che viene fuori, andando oltre la direzione di Guida, riporta a galla un fatto: alle prime difficoltà la Juventus si sbriciola e non c’è modo di riparare. Il Milan vince con merito ma i bianconeri gli danno una mano enorme e non c’è alibi che tenga.
Un’altra evidenza è che i cambi non aggiungono quasi mai niente di buono: AS è convalescente ma entra e fa solo danni, Ramsey è trasparente, Matuidi… è Matuidi,  Costa non brilla stasera.

Poteva essere il match point scudetto, la tranvata definitiva alle concorrenti, il fuorimichiamo del tressette, il gatto nel sacco del Trap e invece no, ci tocca ancora tenere il fiato sospeso.

Brucia: per la sconfitta, per il modo folle in cui è arrivata che ricorda moltissimo il 2-4 di Firenze. Brucia perché al 2-0 stavamo facendo i conti dei punti che mancavano ma la realtà ci ha ricordato che vincere uno scudetto non è mai facile, figurarsi vincerne 9. A calcio “a volte si vince, a volte si perde ed a volte piove. Stasera è piovuto.
Di buono la serata di Milano ha solo il risultato di Lecce. Ora ci toccano Atalanta (che il ritmo lo tiene alto per 90 e più minuti) e poi Lazio. E poi la CL. Non è finita ancora, manco per niente.