PARTITABUS / Juve-Udinese 3-1: Tridente avvelenato

di Willy Signori |

Dopo lo schiaffo romano mai come stavolta avremmo voluto che il calcio fosse un videogioco, per disputare subito la partita successiva. Passato il brodino tedesco di CL, il campionato era il vero primo piatto che attendevamo.

Sarri schiera la squadra col dogma della difesa a 4, il centrocampo a 3 franco-uruguagio con Bentancur al centro e udite udite il tridente, un argomento che ha fatto discutere quasi come il trailer di Zalone: acclamato da tanti come la svolta per la Juve sarriana e, di contro, presentato da molti altri come una perversione manco fosse il sesso ascellare.

L’Udinese invece si presenta vestita di rosso, con giocatori dai nomi che sarebbero perfetti per Il Trono di Spade e uno stormo di piccioni a presidiare l’area di rigore.

Per una volta la Juventus decide che 90 minuti sono troppi e sistema le cose subito: Dybala trequartista nomina il territorio a metà tra il centrocampo e l’area friulana suo quartier generale e partendo da lì dirige le operazioni, quando serve dribbla pure i piccioni. Al tramonto dell’anno di grazia 2019 scopriamo che Ronaldo (quello falso) lanciato a rete per vie centrali ha una discreta mira, buono a sapersi.
Di Higuain invece è difficile dire qualcosa che già non si sappia, dialoga alla perfezione con gli altri 2 e non si fa problemi a fare un passo indietro come Brian May in Under Pressure.

Demiral prova a far fuori Buffon colpendolo sulla spalla dolorante per l’artrite. A proposito del turco: ottima prova, di carattere e attenzione ma a volte sembra di giocare una partita a PES col joypad difettoso e il tasto della scivolata incantato.

La partita si trascina per altri 45′ fino al gol della bandiera friulana che manda in malora il clean sheet odierno e lascia Sarri in preda alle bestemmie.
A noi rimangono alcune considerazioni:

  • L’Udinese finché c’è stata partita si è mostrata poca cosa, ma è bene aver chiuso la partita, senza lasciarla appesa a episodi, rimpalli e gollonzi che possono costare sempre caro.
  • Questa Juve può rilassarsi tenendo palla, ma non lasciandola all’avversario. I cali di tensione sono letali a questa squadra come la kryptonite per Superman.
  • Bentancur in quella posizione è un valore aggiunto. Paraculo nel cercare l’ammonizione che lo squalifica per la Samp ma lo libera per la Supercoppa.
  • Se 3 indizi fanno una prova De Sciglio è alla quarta partita eccellente.
  • È ancora presto per dire se il tridente odierno sia replicabile: è figlio delle assenze (Costa, Cuadrado, Pjanic) ed equivale ad una macchina spinta al massimo che ha bisogno di grande equilibrio; con l’Udinese certi scompensi possono essere assorbiti, con altri avversari no.
    Il tridente inoltre richiede un maggiore impegno in copertura da parte dei 3 davanti. Di questi 3 escludiamo subito CR7, che deve fare quello che vuole. Togliamo anche Higuain, resta Dybala. Il problema però è che se prosciughi le energie della Joya in fase difensiva poi ne risentirà inevitabilmente quella offensiva, rischiando un Bernardeschi bis. Il gioco vale la candela?
  • Sarri è il comandante e sa lui come gestire il gruppo, ma mortificare un ragazzo già abbattuto come un albero qual è il Rugani attuale non fa comodo a nessuno: né al giocatore, né alla squadra né al tecnico stesso. Oggi il 24 è stato mandato a scaldarsi per poi preferirgli all’ultimo deLigt… Va bene scegliere gli uomini su cui fondare la squadra, ma i grandi allenatori hanno tutti la qualità di far sentire tutti parte del gruppo.
  • Sempre commovente il ricordo dello Stadium di Alessio Ferramosca e Riccardo Neri, due ragazzi entrati nel modo più doloroso nella storia della Juventus. Non dimenticarli è il modo più puro per rendergli omaggio e dare un abbraccio a  chi, come i familiari e gli amici, deve fare i conti quotidianamente con la loro assenza.