PARTITABUS / Juve-Torino 4-1: C’era una volta il Torino

di Willy Signori |

C’era una volta una squadra di calcio gloriosa che nella stessa città della Juve le faceva da splendida contraltare. Un buon inizio per una bella fiaba, anche se qualcuno sarebbe pronto a scommettere che è successo davvero e che il vecchio cuore granata non sia solo un’invenzione. Da queste parti però chi ha più o meno 40 anni non ha idea di cosa si parli.

I granata di Longo vestiti soccombono subito alla specialità di casa Dybala, poi alla saetta di Cuadrado, ma il miracolo lo compiono facendo sembrare Rabiot un calciatore per almeno mezz’ora. Quello che non può riuscire nemmeno a questo Toro è rendere accettabile Bernardeschi: un mix di scelte sbagliate, tempi persi, passaggi errati. Il 33 è una sfida alla statistica: non ne azzecca una mai. E noi siamo qua che dopo 100 partite esatte dobbiamo sorbirci ancora discorsi pieni di “pazienza, aspettiamo, diamogli tempo, col Bologna ha fatto bene”.
Quando la mediocrità diventa lo standard e viene elevata a valore positivo le valutazioni si alterano giocoforza: quello che era buono diventa eccellente, la sufficienza è ottima, l’insufficienza assurge al rango di sufficienza e ci si stupisce anche delle cose normali:
“Guarda, ha fatto un cross buono, rinnoviamogli il contratto!”
E perché scusa, per cosa lo stavamo pagando fino ad ora? Per togliere i coni dal campo a fine allenamento?
Su questa ultima cosa si apprezza la bontà di Matuidi, che ci toglie ogni possibilità di rivalutazione verso l’alto. Come Danilo aka Plusva Fioravanti.
Io nel frattempo metto su A Change Is Gonna Come, prendetelo come una speranza.

La partita giocata con un clima ed una umidità che ricorda quello di USA94 si accende per pochi istanti solo a cavallo dei 2 tempi, con Belotti su rigore e qualche brivido di troppo nei primi 10’ del st.
Troppo facile fare i nomi dei marcatori quindi come MVP mettiamo decisamente Cuadrado, per sostanza, concretezza, attenzione. Un millimetro dietro c’è Bentancur. Poi Dybala che salterà il Milan per un giallo un po’ troppo fiscale.
Altro giallo pesante lo prende deLigt, eccellente anche oggi, come sempre, pure lui in diffida e quindi costretto a saltare la prossima, per un tocco di braccio dopo carambola sulla coscia che oltre al rigore ci costa l’ennesimo rompicapo per capire bene come funzioni sta benedetta regola del fallo di mano in area di rigore.
Da segnalare il primo gol di CR7 su punizione (alleluja!). Dai , che anche sto dente ce lo siamo levati.

Finisce 4-1 con Higuain in campo come Costa a spaccare le partite. A Sarri questi 5 cambi non garbano proprio. A noi invece questa nuova Juventus garba abbastanza, e il meglio si spera possa venire. C’è ancora qualche zavorra di troppo nell’11 iniziale ma ci stiamo (stanno) lavorando. Le 4 squadre affrontate dalla ripresa erano modeste ma le vittorie sono state convincenti e quasi sempre larghe. 12 punti, 13 gol fatti e 2 subiti.
Come un leone al risveglio sta riprendendo scioltezza e voglia di andare a caccia.
Perché da leone a Lione il passo è brevissimo.

PS non scriviamo nulla sul rigore perché ormai è impossibile capire la logica con cui vengono assegnati o, peggio ancora, con cui viene chiamato in causa il VAR: pochi giorni fa per un mani di Young nettamente più evidente in Inter Sassuolo non è stata ritenuta necessaria alcuna revisione, oggi sì. Eppure in entrambi i casi l’arbitro di campo ha visto e valutato regolare il tocco. Esiste una logica in tutto questo? Decisamente no, limitiamoci a ricordare che la Juve ruba, sempre e comunque.