PARTITABUS / Juve-Torino 2-1: La festa appena cominciata è già finita

di Willy Signori |

Senza idee senza logica, senza grinta e no, non è una partita storta di quelle che capitano a tutte le squadre: è la Juve per come l’avevamo conosciuta che non sta più in piedi.
Si sgretola sotto i colpi di piuma di un Torino imbarazzante che rende ancora più difficile accettare quella specie di prestazione che gli uomini di Pirlo propongono nel primo tempo.
La Juve è molle, confusa, imprecisa, ritardataria, svogliata, lenta, noiosa, triste, tremendamente triste. E incredibilmente graziata dai granata che non mettono a segno il 2-0 quando ne hanno l’occasione.

Alla fine puntualmente, come Una poltrona per due la sera di Natale su Italia 1, arriva la rimonta bianconera nel derby, col gol nel finale che gela le ambizioni dei presunti padroni della capitale piemontese.
C’è uno scatto d’orgoglio che accende un mezzo sorriso e fa saltare dalla sedia ma è una rondine che si persa nel mezzo dell’inverno, che non ha nulla da annunciare, “la primavera tarda ad arrivare”.

Si può fare uno sforzo e provare un esercizio di ottimismo concentrandosi sulla crescita di Chiesa, la costanza di Cuadrado, sul bel secondo tempo di Bentancur e l’ingresso positivo di McKennie ma non si può restare ciechi davanti ai problemi strutturali che manifesta questa squadra e che rendono labile il confine tra le carenze dei singoli e quelle collettive. In tutto questo delle responsabilità ce le ha anche l’allenatore, sebbene fare di Pirlo il destinatario di tutte le critiche sarebbe la cosa più sbagliata in questo momento: è un ragazzo di 41 anni con 12 panchine in carriera, avrebbe bisogno di tempo per provare, sperimentare, sbagliare. Tutte cose che alla Juve non si è mai potuto permettere nessuno.

Quando riparti modificando profondamente la rosa di una squadra, dopo il fallimento tecnico della stagione precedente, quando hai in mano una macchina che non è rodata, non ha meccanismi consolidati, che non va da sola, scegliere l’allenatore giusto è fondamentale, anche un minestraro che semplicemente metta i giocatori al loro posto. Per esempio il continuo cambio di protagonisti a centrocampo non ha senso e disorienta gli 11 in campo.

Perché alla fine questa Juve non sarà la migliore squadra del mondo ma nemmeno quella cosa ignobile che abbiamo visto per almeno un’ora nel derby.

C’è tantissimo da lavorare mentre s’alza un vento che profuma fortemente di fine ciclo: il risultato è stato casuale, tutto il resto no, ed è questa la cosa più preoccupante.

Forza Juve.