PARTITABUS / Juve-Sassuolo 3-1: Danilo dos Santos Aveiro

di Willy Signori |

Speravamo di poterci godere una domenica serena dopo la sbornia (in tutti i sensi) della gara d’epifania, ma già la vigilia con la positività di De Ligt al covid ci aveva fatto capire che la domenica sarebbe stata complessa.
L’avversario di turno, il Sassuolo, era uno dei peggiori clienti, che ha palleggiato anche in inferiorità sotto al muso della Juventus, dopo che Obiang aveva attentato alla salute di Chiesa a fine primo tempo. Non solo il 22 ci rimette le penne, 5 minuti prima Dybala aveva salutato anzitempo la compagnia per un colpo al ginocchio: tutti e due a terra ma il miracolo riesce solo a Chiesa (sarà il cognome che aiuta) mentre per l’argentino è la fine.
Al suo posto entrerà Kulusevski che sarà protagonista con 2/3 perle d’autore che diventeranno “ai porci” per come le sprecheranno i suoi compagni, Ronaldo in testa, in serata negativa, nonostante il gol finale. Sarà il periodo dell’anno orfano dell’Europa, ma il portoghese sembra in letargo.
Va bene, in questa squadra che fa della necessità virtù, in cui la differenza tra solista e accompagnatore si ridefinisce ad ogni partita, l’unica certezza stabile è il rendimento di Danilo, che corre, suggerisce, si inserisce, difende, marca, segna. E che gol, un tiro di collo esterno che parte da 25 metri, defilato sulla destra, il pallone non si muove, non gira, fluttua soltanto a pochi cm da terra fino ad infilarsi in rete.
La storia di Danilo è una bella pagina di calcio: arriva a Torino figlio di una plusvalenza nello scambio con un giocatore più tecnico e più giovane di lui, soggetto al volere del dio Bilancio che richiede sacrifici dolorosi sull’altare del calciomercato.
Ha fatto fatica ad inserirsi, a trovare il suo habitat, ma una volta raggiunto il suo personalissimo nirvana si è assestato su di un livello di rendimento totalmente inaspettato.
Uno a zero all’alba del secondo tempo, con De Zerbi che può gestire solo 10 uomini, sembra fatta, ma noi juventini sappiamo bene che quella di quest’anno è una squadra da montagne russe, con pochi di euforia e sprofondi di grande depressione in cui i ragazzi si addormentano e lasciano il pallone in mano al nemico.
Avviene così anche stasera e dopo una manovra in cui i neroverdi girano il pallone da destra a sinistra per ingannare i ragazzi di Pirlo, come quando fai finta di tirare la palla al cane e lui comincia a correre dietro al nulla, arriva il pareggio di Defrel che si infila come una cotoletta dentro alle due fette di pane tra Demiral e Bonucci. Quest’ultimo merita una nota: sta dando il fritto, ma siamo arrivati all’olio. L’impegno è lodevole, sempre, il rendimento cala vistosamente e la condizione fisica che era un suo punto di forza è deficitaria.

A questo punto la partita si complica, la Juve si sveglia lentamente, il Sassuolo non s’addormenta mai. Kulusevski “dipinge la Guernica” (citazione del mio amico Vincenzo) per Ronaldo, che pensa bene di usarla come carta da gabbietta del canarino e buttare al cesso uno degli assist più belli del campionato centrando in bocca l’incolpevole Consigli.
Poco dopo il redivivo Chiesa sventa la minaccia tirando sul palo del sempre incolpevole Consigli.

Il merito della Juve è di crederci in qualche modo, di avere la voglia e la consapevolezza di poterla portare a casa, ci credono tutti, pure Frabotta che pennella un colpo di biliardo soffice a centro area per Ramsey. Il gallese, affascinato da Ronaldo tenta l’emulazione mirando l’incolpevole Consigli, ma sbaglia mira (anche se di poco, va detto) e segna.

Fine pena.
C’è la paura di un nuovo pisolino bianconero ma la truppa rimane in trincea sveglia e su assist del fenomeno vero Danilo, il fenomeno falso Ronaldo chiude la partita col 3-1.
Nota a margine per l’ingresso di Bernardeschi a 5′ dalla fine che sceglie una serata di freddo gennaio per dare l’addio alla Juve e al calcio.

È stata una serata complicata, la Juventus ancora fatica, zoppica, nazzica, tribola, consuma energie spropositate anche per venire a capo di enigmi semplicissimi. Come la casalinga che usa lo shuttle per andare all’esselunga.
Però vince 2 partite difficili e recupera punti alle avversarie, soprattutto all’Inter che andremo visitare domenica sera. ASL permettendo.