PARTITABUS / Juve-Parma 2-1: Piùquattro

di Willy Signori |

Più Quattro.
Se guardi il termometro è poco, se pensi alla classifica è un discreto vantaggio per dormire sereni almeno 2/3 notti.
Molto freddo allo stadium, solito clima artico e pubblico delle piccole occasioni.
La Juve ripaga i valorosi che si sono presentati ai tornelli offrendo un primo tempo inebriante come una Tourtel analcolica da 66cl.

Serata “particolare” come l’80% delle occasioni della Juve del nuovo corso:
Ritmo alla vorrei ma non posso (regolare ma non altissimo), Cuadrado in serata catechismo, Alex Sandro coi dolori intercostali come uno qualsiasi di noi dopo il pranzo della domenica, Ramsey col morbo di Bernardeschi, Matuidi ancora titolare… insomma una serata con qualche ombra.

Il silenzio è rotto dal gol di un Ronaldo sempre più in crisi. Tra i presenti qualcuno si infastidisce per il brusio che rompe la quiete e rende meno confortevole la lettura di un buon libro.

Nel secondo tempo tutto cambia: sugli schermi dello stadium passano una replica del 7-0 di 5 anni fa e nessuno se ne accorge. Poi pareggia il Parma ed è la solita Juve che si fa infilzare come una porchetta, il limone stavolta ce lo mette Cornelius.
Poco male, lo schiaffo risveglia i nostri eroi che si riportano in vantaggio con CR7 imboccato da Dybala che conclude un bello strappo di Bonucci per il 2-1 finale.
A centrocampo Ramsey sta come una pianta finta in un vivaio mentre conforta il netto miglioramento di Rabiot, che deve essere passato dallo stesso santone che ha risorto Spinazzola, dato per morto a Milano in settimana. 

La partita termina con un paradossale assedio del Parma e il triplice fischio che viene accolto con un sollievo che non si sentiva dalla partita di marzo con l’Atletico.

Continua la storia d’amore tra Paulo e Maurizio, a colpi di sostituzioni da una parte e inviti ad esplorare paesi esotici dal nome che ricorda una parte del corpo dall’altro.
Parliamo di 2 aspetti che riguardano il reparto più in difficoltà:
Matuidi e Pjanic: il primo sarebbe perfetto se non dovesse mai toccare il pallone, il secondo in questo momento gioca a nascondino, non si prende responsabilità, si toglie dal riflettore appena può. È il pensionato davanti al cantiere.
Sarebbe così brutto provare Bentancur con più continuità?

Finisce con l’ennesima vittoria di una Juve che fatica tremendamente a chiudere le partite, che sembra giocare col braccino e finire sempre con la lingua inspiegabilmente di fuori. Sarri pare aver scelto i titolari per il centrocampo ed ha sicuramente trovato in deLigt le risposte che si aspettava, specie dopo l’infortunio di Demiral. Era fondamentale allungarsi sull’Inter in attesa del recupero della Lazio che potrebbe portare i biancocelesti a -3.

 

PS La serata si è aperta col ricordo di Pietro Anastasi, grande attaccante bianconero anni ’70, anima candida e innamorato pazzo della Juventus. Per avere ricordi di lui come calciatore bisogna aver almeno superato il mezzo secolo d’età (e chi vi scrive ci sta ancora lavorando) ma era bello sentirlo parlare in TV di calcio, era bello saperlo tifoso della tua Juve, era bello averlo dalla tua parte.