PARTITABUS / Juve-Milan 0-0: Ritorno al futuro

di Willy Signori |

Sembra una cosa strana rivedere calcio in tv, la Juve in campo. Invece è la semifinale di coppa italia. Semifinale di ritorno. Già, perché nell’altra vita, quella precedente al virus, c’è stata pure un’andata il cui risultato e andamento faticavo a ricordare, come in quelle serie di Netflix che guardi in 2 giorni e poi devi aspettare un anno e mezzo per il seguito.

Sorprese in campo con il reduce Khedira in panchina mentre da tutti era dato in campo. La partita inizia come più o meno come ci aspettavamo con ritmi da ruggine ma il solito schema che vede la Juve tenere in mano il gioco. Una specie di chitarra scordata coerentemente tutta un semitono più in basso.
La partenza fa sperare bene: rigore al VAR e poi Rebic prova a decapitare Danilo con un intervento che sarebbe piaciuto tanto a Glick, rosso diretto così netto che stavolta Donnarumma non dovrebbe sfondare lo spogliatoio.
Il problema è che CR7 il rigore lo sbaglia e smette di giocare tentando giochetti e rabone inutili perfino in spiaggia e Danilo esce indenne dall’agguato feroce.
Un altro problema è che Ronaldo col fuso orario di giugno è comunque più pericoloso degli altri messi insieme, che sì, giocano bene, ma sparano a salve. Un gatto sentimentale che non se la sente di far fuori il topo. Ci sta, 95 giorni di inattività non si scrollano facilmente.

Finisce 0-0 e la Juventus stancamente si trascina in finale (mercoledì prossimo a Roma) grazie ai gol segnati fuori casa. Complimenti al Milan.
Cos’è sta cosa che abbiamo visto stasera? È un calcio diverso, con l’eco, non è droga è metadone. Non è Coca-Cola ma Ben Cola della Guizza.

Debutto anche per i cambi multipli che fanno tanto trofeo estivo:
Dentro Rabiot e Bernardeschi e siamo subito in una puntata di Dawson’s Creek: il primo è Peacy, guascone imbranato con le donne, il secondo invece ricorda Dawson, biondo col taglio sbarazzino e tenero come uno stracchino negli interventi sul pallone. Lui ama il calcio, ma il sentimento non è reciproco.
Khedira entra come omaggio alle statue abbattute, Cuadrado fa rifiatare Danilo.

È andata una ripresa che non resterà nei ricordi di nessuno; di viaggi nel tempo ne abbiamo visti di migliori.