PARTITABUS / Juve-Lokomotiv Mosca 2-1: Il risultato perfetto

di Willy Signori |

La vera notizia è che poteva andare peggio, per esempio poteva piovere e rovinare la bella cornice di festa di questa ben nota kermesse sportiva chiamata Champions’ League.
L’altra cosa è che la ben nota kermesse sportiva chiamata Champions’ League è sempre una bestia maledetta che non perdona nulla, specie se affronti con approssimazione anche la partita considerata abbordabile.

Nel primo tempo l’unica vera opzione di gioco è stata Cuadrado con qualche cross ad altezza uccello padulo, qualche tuffo a cui l’arbitro non abbocca e un rosso che l’arbitro gentilmente gli risparmia per intervento killer sull’ottimo Joao Mario.

DeLigt e Bonucci si propongono in un remake in salsa pallonara de “quer pasticciaccio brutto de Via Merulana” col primo che va in contrasto aereo ma salta in controtempo, come fanno i nani ai concerti per vedere qualcosa, e il secondo che si punta per terra e si fa saltare secco, piantato come un birillo, fermo come un giocatore del subbuteo. “La gara si mette in discesa per il Lokomotiv” direbbero quelli bravi, in realtà è un burrone in cui la Juve scivola con tutte le scarpe.

Khedira è perfetto fino al fischio iniziale.
Bentancur trequartista facciamo che non se ne parla più e dichiariamo l’esperimento fallito, piuttosto molto meglio in versione mezzala al posto del tedesco diversamente mobile.
Cristiano Ronaldo sulla barriera” sta per diventare una locuzione come “Stockton to Malone“.
Dybala si sbatte per un tempo, si accende in quello successivo facendo l’unica cosa che si poteva fare per uscire da sotto al treno in cui lui e la Juve erano finiti: tirare fuori il coniglio. Paulo ha tirato fuori il coniglio e poi una manciata di secondi dopo è sparito e ricomparso davanti al numero 1 russo.
L’ingresso di Higuain arma un cannone fino ad allora spento a dimostrazione che senza un vero 9 questa squadra ancora va poco lontano.

 

Una vittoria in rimonta (l’ennesima) per 2-1 (l’ennesimo) non deve ingannare:
La forza della Juve è nella capacità di cambiare registro ad una partita nata storta non solo per meriti dell’avversario ma dimostra di non aver appreso la lezione di sabato col Bologna e cioè che sapere di essere bravi e dimostrarlo sono due cose diverse. Le partite si possono tritare solo se affrontate coi denti di fuori e la testa connessa, altrimenti questa squadra è come la ragazza che passa tutta la sera a specchiarsi e quando è il momento di uscire il ragazzo se n’è andato con l’amica più brutta che magari parla pure poco l’italiano.