PARTITABUS / Juve-Lecce 4-0: Più dura di quanto sembra

di Willy Signori |

Il calcio è strano Beppe“, direbbe un telecronista che ha scoperto di recente l’amore per le “immersioni”:
La Juve descritta da tutti (soprattutto dai propri tifosi tra cui la persona che sta compulsando queste disgraziate righe) come prossima ad un incontro ravvicinato con una camionata di letame come Biff Tannen, si ritrova improvvisamente a staccare Lazio e Inter con uno slancio di quelli che di solito mozzano il fiato alle inseguitrici e invece…
E invece siamo di fronte all’ennesima prova oscena di una squadra che è un’accozzaglia di 11 ragazzi la cui unica cosa in comune è la maglietta.

Non c’è nemmeno la scusa dell’avversario di provincia che viene a parcheggiare il pullman a 2 piani davanti alla porta visto che gli uomini di Liverani giocano, come consuetudine, a viso aperto. Creano più pericoli, tirano di più, giocano di più o meglio: giocano.

Il guizzo di Bentancur che al 30° porta all’espulsione (netta) di Lucioni cambia di poco lo spartito di una partita piacevole come l’invasione dei banner pubblicitari su Juventibus mentre provi a leggere un articolo.
Gli ultimi giri di lancette del primo tempo ci regalano due occasioni ghiotte, ma così ghiotte che CR7 e Bernardeschi (rispettivamente il commissario Lo Gatto e l’agente Gridelli) se le mangiano. L’arbitro manda tutti a bere un tè caldo; sono le 10:37 reali, ma le 2 di notte percepite.

Il secondo tempo pare ricominciare col medesimo spartito del primo, nemmeno un temporaneo 11 vs 9 sembra far venire il sangue agli occhi ai nostri eroi. Sarri decide che si possono fare anche dei cambi e mette dentro Douglas Costa per un raccapricciante Rabiot che saluta così il calcio giocato.

Si comincia a vedere qualcosa di appena decente e il Lecce viene chiuso negli ultimi 30 metri, in pochi minuti Dybala (che la società sta provando a vendere da 2 anni) con un gioiello e Ronaldo su rigore (netto anche questo) ci rimettono in pace almeno con la classifica e scacciano il fantasma di Bertolacci.

Prosegue poi il solito gatto col topo di una Juventus ancora troppo snob per ammazzare subito le partite. Alla pochi minuti dalla fine ci penserà il sensibile Higuain (mai banale quando parla) e deLigt, uno che la sensibilità non sa manco dove stia di casa. Il gol dell’olandese ci ricorda che i nostri difensori centrali hanno segnato più gol di tutto il centrocampo messo insieme. Pjanic gioca in ciabatte, quelle griffate Barcellona ormai ma questo non basta a spiegare da solo la latitanza in fase di realizzazione di un intero reparto che andrà ribaltato quasi completamente per il 20/21.

Tornando a stasera partita a 2 facce, preoccupante il primo tempo, meglio il secondo ma è calcio di giugno a tutti gli effetti e ci dobbiamo “accontentare” del risultato, perché l’obbiettivo è arrivare carichi a metà luglio.