PARTITABUS / Juve-Lazio 2-1: Scudet…

di Willy Signori |

Nella giornata più calda dell’anno, 20 luglio 2020 a Torino la Juve scende in campo per giocarsi il match point numero N dopo il pareggio dell’Inter a Roma, che ha portato a corredo il solito ignobile teatrino di nani e ballerine, Sarri decide di schierare Higuain che però non digerisce in tempo per le 21:45 e quindi dentro dentro Dybala nel trio avanzato insieme a Douglas Costa e Cristiano Ronaldo, come giocare la briscola più alta di prima mano.
A centrocampo Pjanic si accomoda seduto per far posto a Bentancur, affiancato da Rabiot e Ramsey.
Il progetto sembra chiaramente quello di attaccare da subito una Lazio mutilata e sbiadita fotocopia della squadra che per 2/3 di stagione è stata la più seria contendente per il titolo. Inoltre aveva fin qui suonato la banda di Sarri per 2 volte su 2 dando discrete ripassate ai nostri.
Piano gara condivisibile se non fosse che negli ultimi periodi, in questo campionato dal sapore di birra moretti, troppe volte le partenze sprint ci hanno illuso e lasciato scottati.

La partita in realtà avanza stanca con un palo per parte e i reduci della Lazio che imbrigliano benissimo i bianconeri. Primo tempo deprimente, attacchiamo lenti e manca sempre l’ultimo cambio di passo. Costa non incide e rivaluta la scelta di Sarri (che fu anche di Allegri) di tenerlo fuori all’inizio. Sarà che ho un debole per lui e vorrei vederlo sempre in campo, ma non si tiene una ruota come scorta se la si ritiene migliore delle altre. Quindi i contro cominciano ad essere superiori ai pro.

Nel secondo tempo la partita si indirizza nell’unica maniera possibile: l’episodio. Ronaldo scarica uno scaldabagno in porta, Bastos si butta goffamente e devia il tiro di mano. Punizione dal limite ma il VAR corregge Orsato che assegna il rigore. Ronaldo, gol.
Poco dopo arriva il 2-0 sull’intuizione del migliore in campo, Dybala, che ruba un pallone, si invola da solo a rete e nei 50 metri che lo separano da Strakosha ha tutto il tempo di decidere se fare come Inzaghi nel 2006 contro la Repubblica Ceca, solo che al suo fianco non c’è Barone ma CR7… e la storia non si ripete, passaggio e gol stagionale n. 30 del portoghese.
2-0. Ci sarebbe da essere contenti se non fosse che le ultime 2 volte che siamo stati avanti di 2 gol è finita male e malissimo.

Quelli simili a degli eroi, ci provano a resuscitare i biancocelesti, segnatamente nella persona di Bonucci (il suo solito intervento di schiena sui tiri avversari non lo capirò capirò mai, ma dev’essere un problema mio) che si addormenta sul guizzo di immobile e concede un comico rigore che riapre un match che sembrava chiuso, come gli altri che sembravano amore e invece erano un calesse.
Leonardo Bonucci… i giudizi su di lui devono sempre tenere conto dell’apporto quantitativo che da alla causa. È affidabile come nessun altro là dietro, è capace di interventi salvavita, come quello a 3 minuti dalla fine, ma certi errori pesano, tanto. E riaprono partite chiuse. A poco servono poi i tweet motivazionali nei post.

Per fortuna stavolta finisce 2-1, senza ribaltoni, con Rugani al posto di Dybala per una difesa inedita a 5 che profuma di Claudio Ranieri.
A centrocampo continua la crescita di Rabiot mentre Ramsey è ancora un corpo estraneo, Bentancur è croce e mezza delizia: deve crescere ma vale la pena aspettarlo. Il miglioramento di alcuni in questa insolita appendice stagionale non deve far dimenticare quanto visto fino a marzo, molte valutazioni andranno fatte, a tutti i livelli.

Milan, Atalanta, Sassuolo, Lazio: 5 punti sui 12 più difficili di questo nuovo campionato di 12 partite. Essere andati ad 8 punti di distacco dalla seconda è qualcosa Di Bello, molto bello, ma anche misterioso e mistico. La Juventus, pur con tutte le difficoltà messe in mostra impietosamente si è dimostrata la più forte e continua, prima e dopo il lockdown in mezzo ad una marea di difficoltà che hanno colpito quasi tutte le squadre di vertice.

Mancano 4 punti al nono (NO-NO) scudetto consecutivo (CON-SE-CU-TI-VO). Si fa la storia, non ce lo dimentichiamo mai. Godiamocelo amici, che potrebbe essere l’ultimo. Di sicuro non vedremo mai più una cosa del genere. Forse qualche nostro nipote, chissà…