PARTITABUS / Juve-Inter 2-0: E alla fine arriva il campo

di Willy Signori |

Difficile raccontare seriamente una partita senza precedenti col contesto che ci ha portato necessariamente a pensare ad altro, ad aspettarci altro.
Una partita che probabilmente non doveva essere nemmeno giocata, ieri come una settimana fa, con buona pace di tutti quelli che hanno letto nel rinvio del 1º marzo una congiura tramata da Andrea Agnelli mentre il mondo si chiede cosa fare in una situazione che nessuno aveva mai vissuto prima. Questo perché il calcio rende folli anche i più saggi, fa straparlare i moderati e a poco serve nel 2020 nascondersi dietro la foglia di fico di “è stato un hacker”.

Il contesto si diceva: steward ovunque (??) e bandierine per le coreografie posizionate come se lo stadio dovesse riempirsi prima o poi (???) musica prima durante e dopo e tutto il resto che faceva a cazzotti con quello che la tv trasmetteva.
Passiamo al calcio. La Juve è scesa bene in campo, attenta, concentrata, compatta. L’Inter ha preferito rispettare le norme di sicurezza e si è tenuta a un metro di distanza da tutto. L’allenatore nerazzurro ha forse ricevuto l’accoglienza più giusta possibile: il silenzio. Nel silenzio qualche urlo cacciato qua e là per richiamare all’ordine i suoi ma poco da fare: le porte chiuse hanno giovato poco a Conte e i suoi, capaci in 180 minuti più recupero di segnare un solo gol (su rigore) ad una Juve in metamorfosi e con poche certezze, di sicuro la Juve più fragile degli ultimi 9 anni.

Sarri invece imbastisce un bel piano gara, che è quello a cui tutti ambiamo da 9 mesi: in controllo della gara dall’inizio alla fine. Che non significa dominio (i vuoti d’aria sono sempre dietro l’angolo) ma con la rotta ben chiara in testa. L’Inter ha tenuto botta un tempo e poco più, poi una volta subito il gol di Ramsey si è sciolta e consegnata agli uomini di Sarri che avrebbero potuto segnare molti più dei 2 gol finali con CR7 che come accaduto già all’andata, sfiora soltanto la segnatura. Però la scelta è stata “quality over quantity” e quindi se il vantaggio è stato un guizzo del gallese, il raddoppio è una perla di Dybala, che manda letteralmente a spasso Young due volte: il primo controllo col sinistro sul lancio di Bentancur è pazzesco, il secondo in area lo stordisce completamente. Quando il difensore inglese capisce quello che è successo i bianconeri hanno già smesso di abbracciarsi (“vergogna”!)

Molto bene Matuidi, concreto e funzionale, Bentancur a centrocampo sembra Pjanic prima dell’incidente e una menzione particolare la merita la coppia centrale Bonucci-Deligt che si mettono in tasca Lukaku (inesistente) e Martinez (in fase calante rispetto all’inizio di campionato).

Parliamo un attimo dell’olandese; la sicurezza con cui ha affrontato la stagione è da inchino. Definito prematuramente bidone da troppi ha dimostrato di avere un carattere fuori dal comune. Ha 21 anni, è al primo anno in Italia. Ha il numero 4 e gioca nella Juventus: Possiamo stare tranquilli.

Alla fine il 2-0 è anche generoso per l’Inter, che esce a testa bassa e spalle strette, consapevole di non poter fare di più.

Ora che ne sarà di questo 19/20? L’Europa pare iniziare a rendersi conto che qualcosa non va e qualcos’altro va fatto. Noi in italia l’abbiamo capito forse prima ma ci siamo arrivati in maniera cialtrona come sempre, all’italiana. Potremmo aver assistito ieri sera agli ultimi 90’ del campionato ed in questo caso la prestazione offerta contro l’Inter sarebbe stato il modo migliore per salutare la stagione, da primi in classifica, per quello che vale, ricordando a tutti che 9 anni in testa non sono un caso e che, se anche fai tante chiacchiere e per una settimana fai il giro del palinsesto tv dicendoti d’accordo ogni volta con una proposta diversa, poi alla fine conta solo il campo. E anche stavolta il campo ha parlato.


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