PARTITABUS / Juve-Genoa 2-1: Pessimismo e fastidio

di Willy Signori |

Con una maglia che stranamente è piaciuta ai più al primo colpo la Juve scende in campo ingannando il pubblico ed il Genoa facendo lo sguardo del carabiniere (pronto acuto e profondo) e fingendo di essere sveglia, sul pezzo e attenta. Invece lo stato letargico fa sì che per buona parte del tempo i giocatori bianconeri si rintanino come marmotte.
Per l’occasione si rivede addirittura Rugani, uno che se gli fosse capitato quello che è successo a deLigt oggi sarebbe in terapia tipo DeNiro con Billy Cristal. Inadatto per certi livelli.
La fortuna di mister “ehi umani, salviamo una tartaruga!” così come dell’eterno 19enne olandese è il capitano col 19 sulla schiena (stasera illeggibile) autore finora di un primo quarto di stagione praticamente perfetto.

Dedichiamo adesso un approfondimento all’immancabile gol del pareggio: La Juve deve aver siglato una partnership col Genoa per subire in casa reti stupide su dormita collettiva.
In questo caso la catalessi colpisce anche Buffon che va giù un quarto d’ora prima che Kuoame si calci sullo stinco il pallone che poi rotola lentamente in rete.

I cattivi pensieri del primo tempo diventano certezze nel secondo: il secondo giallo (esagerato a dire il vero) di Cassata ringalluzzisce più i rossoblu che i bianconeri.

Dedichiamo adesso un approfondimento a CR7: lo ringraziamo per la cortesia di giocare anche le partite non di cartello ma appare stanco manco i tartufi li avesse cercati lui e non il branco di lagotti romagnoli che aveva al seguito.
È sempre in fuorigioco, si prende un rigore furbo all’ultimo respiro che realizza come se fosse in allenamento. Nel bene e nel male è sempre centrale, è sempre speciale è sempre pregiato. Come il tartufo.

Dedichiamo adesso un approfondimento anche a Khedira che entra nel secondo tempo. Al posto di chi? nessuno, era in formazione titolare solo che è rimasto al caldo negli spogliatoi. Ormai per descrivere le sue prestazioni si ricorre all’italica espressione tanto cara all’istituto Luce “Khedira ha fatto anche delle cose buone”.

Approfondiamo anche su Bernardeschi: è nella fase San Paolo quando dopo la folgorazione sulla via di Damasco non sapeva più se ammazzare i cristiani o andare a convertire i pagani. Come mezzala fa pietà, come trequartista un pò meno ma poca roba. Quando esce raccoglie le sciarpe e saluta il pubblico adorante (adorante di cosa?) come Baggio a Firenze, corsi e ricorsi.
Se a Dybala stasera è mancato l’occhio della tigre a Berna è mancato tutto lo zoo.
Cuadrado invece è costantemente uno dei migliori da 2 mesi a questa parte.

Il cambio che Sarri propone per evitare lo schianto contro l’iceberg (sul 5 c’era Titanic…) è quello delle mezzali: Ramsey e un ottimo Rabiot (fino all’espulsione) prendono il posto di di Khedira e Matuidi, due che se mischiati insieme farebbero un giocatore eccezionale.

 

Una Juve ronaldiana, che gioca bene solo quando ha voglia e ha voglia solo quando l’avversario lo stimola.
Una Juve che soffre gli attacchi di tutti gli avversari, anche quando pochi e timidi, che avverte l’assenza di Pjanic pure in casa contro il Genoa, che fa una super partita (bravo Motta) anche grazie alla prestazione indecente offerta dagli uomini di Sarri.
Non bene.

Il rigore finale cambia totalmente la percezione della serata ma non sposta nulla sulla valutazione generale del match (come potrebbe?): Sarri dovrà interrogarsi su un disordine che regna, una frenesia dell’ultima mezz’ora dopo un’ora di trotto, come quando non suona la sveglia e ti devi vestire in due minuti. Ciò nonostante basterebbe concretizzare un quarto delle palle gol create che le partite finirebbero molto prima del 90°.
È colpa di Sarri e dei giocatori quindi, restano solo da stabilire le percentuali.