PARTITABUS / Juve-Cagliari 2-0: annus Juventus

di Willy Signori |

È stato un anno particolare quello calcistico che ha visto il suo tramonto ieri sera. Un anno strano, storico a suo modo.
Per tornare a vedere una Juve senza scudetto sulla maglia toccava ritrovare una foto di Mellberg e Manninger, e oggi eccoci qua.

La Juve capitalizza col Cagliari la quarta vittoria in 5 partite, col filotto mancato solo a causa del pareggio di Venezia. In realtà sono state quasi tutte partite fotocopia: avversario molto più debole, vantaggio bianconero, pisolino, rischio pareggio (quasi) sempre scampato e poi raddoppio a chiudere il match.
Szczesny ha parlato di puzza sotto il naso, e chi siamo noi per non credergli, ma per Natale certe amnesie dovrebbero già essere individuate e la soluzione quantomeno dovrebbe essere a portata di mano.

Szczesny, autore di una partenza di stagione ingolfata, ieri invece ha salvato il risultato sull’1-0. Il suo saldo è ampiamente positivo.
Altro protagonista, anzi IL protagonista di serata è stato Bernardeschi, uno il cui ritiro dal calcio è stato  celebrato in questa rubrica per tutta la passata stagione. Il buon Federico ha deciso di continuare la sua esperienza, di darsi un altro anno di possibilità, evviva. È in serie positiva, decisamente. Bravo lui e bravo Allegri a dargli continuità e fiducia. Siamo a 5 assist e (finalmente!) un gol, che è oro colato per un reparto che fornisce un apporto alle marcature quasi nullo.
È tutto ok, però piano con le annunciazioni di risurrezione: si vede la luce ma col 20 siamo ancora nel tunnel. 1 gol, 5 assist: è ancora poco, per il suo talento, per quanto investito dalla Juve finora, per quello che deve fare uno per meritarsi questa maglia e la titolarità in questa squadra. Mai abituarsi alla mediocrità. Ha 27 anni, è alla Juve dal 2017 quindi siamo a 4 stagioni piene più quella attuale, finora ha restituito pochissimo rispetto a quanto ha ricevuto.
Eppure a calcio ci sa giocare, gode della fiducia di tutti gli allenatori che lo hanno avuto, ha doti fisiche/atletiche fuori dal comune. Deve dare di più, può dare di più.

Quanto al resto della squadra Allegri sta trovando una quadra difensiva, anche se preoccupa che ogni partita, contro ogni avversario, anche quello più in difficoltà, si corrono sempre troppi rischi (ricordate il palo di Salerno) e a volte la differenza tra subire gol e non subirlo passa da un cm.
Anche la produzione offensiva è misera: non si tratta di “bel gioco”, che non vuol dire nulla, ma di gioco efficace. A parte le valutazioni sui singoli (su cui mai si era divisa così tanto la tifoseria, a volte arrivando a estremi tragicomici) i bianconeri tirano troppo poco in porta, creano pochi pericoli e questo, non avendo più Ronaldo, riduce le possibilità di segnare. Diventa una sofferenza immane anche portare a casa partite condotte senza grossi patemi.

Dispiace non aver ancora avuto la possibilità di vedere Locatelli e Arthur giocare insieme e chissà se mai l’avremo visto che il brasiliano è dato partente nel mercato di Gennaio.

Il nuovo anno inizierà con 40 giorni tosti che ci daranno la reale dimensione di questa Juve, una squadra forte, non fortissima ma nemmeno scarsa da metà classifica, che può e deve giocarsi tranquillamente il quarto posto.
Ogni giudizio allora andrà limitato soltanto all’attuale, senza distruggere tutto: Allegri è stato preso per guidare un progetto di ricostruzione e ogni impresa del genere richiede tempo. Il primo anno per capire possibilmente senza fare troppi danni (restare fuori dalle prime 4), il secondo per ripartire e impostare un lavoro che dovrà traghettare la Juve dalla fine del ciclo più lungo della storia bianconera e del calcio italiano al prossimo capitolo di questa storia.

Forza Juve.

PS sì è vero sono mancato per un po’, non un’assenza memorabile, ne sono consapevole. Cosa ho fatto? “Sono andato a letto presto”