PARTITABUS / Juve-Brescia 2-0: DybalaVirus

di Willy Signori |

La Juve approccia a questa partita a testa bassa (per la vergogna) con l’atteggiamento dello studente che ha preso 3 al compito in classe e per farsi vedere attento ripete a voce bassa ma udibile da tutti la spiegazione del professore.
La scena dura più o meno 15 minuti, di cui 5 passati a medicare il secondo portiere del Brescia, Alfonso, lasciando spazio al terzo…
Improvvisamente si materializza il fantasma di Turati. Per fortuna i fantasmi non parano e non mettono la barriera.

Dopo l’inizio a manetta il ritmo si abbassa di botto e diventa martellante come quello di una canzone di Zarrillo.
Per fortuna Aye decide di svoltare il match facendosi ammonire 2 volte in 4 minuti, la seconda volta stendendo Ramsey sulla mattonella di Dybala, che pennella un sinistro non imparabile forse, ma efficace. Da lì alla fine del pt ben 11 minuti di fuochi d’artificio, sparati a salve.
Secondo tempo intarsiato di errori misti e banali a ripetizione, le emozioni però non mancano: il rientro benedetto di Chiellini accolto dai tifosi come l’apparizione della madonna, i 7 minuti di Pjanic al termine dei quali volano bestemmie ovunque, l’ingresso di Matuidi e il relativo assist di tacco (…) per Cuadrado che stavolta non spreca.

Appunti disordinati (di viaggio):
Rugani c’è e nessuno se ne accorge, non è detto che sia un male.

Bentancur non ha imparato la lezione di Verona e, pur giocando una partita buona, studia nuovi modi per collezionare ammonizioni e far prendere gol ai suoi. 

Higuain è perfetto servito con un poco di mostarda o in alternativa bagnetto verde a base di prezzemolo e acciuga e accompagnato da un Barbera d’Alba DOC.

Partita totale di Dybala: inizia a sinistra, poi Sarri lo inverte con Cuadrado per sfruttare la sua capacità di accentrarsi partendo da destra e colpire col mancino. Secondo tempo ancora destra con qualche sortita a sinistra, insomma dove gli pare. Impantanato il progetto tattico, in una partita contro un avversario morbido e mutilato la Joya torna a legare reparti, a inventarsi regista e rifinitore, a fare il tuttocampista. Forse un buon segno, forse no.

I have a dream: Cuadrado steso in branda come Palla di Lardo e i compagni muniti di calzini e saponette. Il pipita a capo dell’azione punitiva, mentre Buffon davanti alle telecamere chiede scusa ai cinesi chiarendo “non ho detto Wuhan, ho detto UAN, quello di bimbumbam”.

La Juve di questi tempi è ermetica come una porta a soffietto e sicura come un preservativo bucato, è un periodo difficile nonostante il primo posto, non bisogna avere paura di chiamarla CRISI: è una crisi profonda, strutturale, forse interiore di coscienza, di una squadra che non sa più essere com’era e non sa ancora diventare quello che dovrebbe essere.
La ripresa non potrà mai essere improvvisa, ci vuole pazienza.
Nel frattempo la primavera non tarda ad arrivare, la CL nemmeno.