PARTITABUS / Juve-Bologna 2-0: Ancora in piedi

di Willy Signori |

“Persi o no siamo ancora in piedi”
In una giornata in cui steccano male Inter Milan e Napoli (in rigoroso ordine di pericolosità in chiave scudetto) la Juve non si fa pregare e recupera almeno 2 dei punti buttati via nella evanescente trasferta milanese. Il Bologna rissoso e manesco viene regolato con uno sganassone per tempo tra qualche brivido e gol sbagliato di troppo.
Altra prestazione micidiale di Arthur che non solo sblocca la partita, anche se grazie a deviazione, ma gestisce anche i tempi di tutta al squadra, modulando tra strappi e pause. Fondamentale per la Juve, irrinunciabile per Pirlo che deve trovargli ad ogni costo posto fisso in squadra come Banfi a Zalone. Basta con gli esperimenti, con la linea di centrocampo ogni volta diversa, basta col brasiliano che si guarda le partite dalla panchina.
Bonucci-Chiellini hanno dato altra dimostrazione di come si possa invecchiare bene, tanto da non mettere pressione al rientro di DeLigt mentre ormai non sorprende più il rendimento costante di McKennie, uno che quando è arrivato alla Continassa per riconoscerlo bisognava googlare il suo nome e invece si è conquistato la titolarità nei mesi. “Un Vidal sobrio”, come dice Giulio Gori.
La vittoria però non è così scontata come sembra: se il vantaggio arriva presto il Bologna non molla e ha uomini in grado di mettere in difficoltà e sopratutto i bianconeri hanno la colpa di sbagliare troppe volte il 2-0: 18 tiri di cui 11 in porta contro una delle difese più battute del campionato e la fiera del gol mangiato a cui partecipano tutti, da Ronaldo a Cuadrado con l’apparizione di Kulusevski e la guest star di giornata che senza dubbio Federico Bernardeschi da Carrara.

Il 33, nel giorno del suo addio al calcio davanti letteralmente a tutti i suoi tifosi, si produce nella gara perfetta al contrario, lo zero al totocalcio, il restauro dell’Ecce Homo di Martinez, l’intervento di Travaglio contro Berlusconi da Santoro, il via alle stampe del libro del ministro Speranza, la previsione di Paolo Fox sul 2020 che sarebbe stato un anno meraviglioso, la sesta sostituzione in coppa italia della Roma e continuate voi.
Il capolavoro al contrario: tentativo di pallonetto dopo 15 minuti che si trasforma in un home run, occasioni facili sprecate centrando il portiere, appoggi semplici a 5 metri sbagliati.
Non era questo il Bernardeschi che ricordavamo essere arrivato a Torino… in realtà non ricordiamo nemmeno com’era quel giocatore là pieno di promesse quasi mai mantenute che si è andato spegnendo come una candela.

Specie nel secondo tempo la Juve rientra in campo col fisico ma non con la testa e infatti i rischi si moltiplicano. L’atteggiamento ancora non è dei migliori per tutti i 90, ci sono dei cali di tensione che si ripetono e trasformano il più timido degli avversari da cattivo dei film di Bud Spencer a Gus Fring. Bene ma non benissimo e solo dopo una serie di imprecazioni e gol sbagliati Pirlo si decide a cambiare qualcosa (sempre un pò in ritardo) inserendo Morata per Berna. Un minuto dopo prima imbucata per lo spagnolo che fa il movimento classico verticale della punta e si conquista l’angolo che porta al raddoppio di McKennie. Sospiro di sollievo e acqua per la Juve, che Capello 20 anni fa definì come i fiori del deserto a cui basta una sola goccia per riprendersi.

Finisce 2-0 con altre occasioni sprecate per arrivare a 3. Finisce il girone di andata con 2 sconfitte, 10 vittorie, 6 dolorosissimi pareggi e una partita ancora da recuperare. 36 punti e quarto posto con l’Atalanta (a proposito di pareggi dolorosi…). La Juve ancora in divenire e crescita non molla, c’è, ci siamo, sopravvissuta alle rivoluzioni iniziate e mai finite. “Persi o no siamo ancora in piedi“.