PARTITABUS / Juve-Atalanta 2-2: Sfangata di rigore

di Willy Signori |

“Tutte finali” si dice in questi casi. Le notizie da Roma ci dicono che la Lazio pare aver mollato, ma a Torino arriva la squadra migliore del campionato.
Sarri la affronta con la coppia centrale Bonucci-deLigt, Cuadrado e Danilo esterni, a centrocampo il poker franco-franco-italo-uruguagio fatto di qualità, promesse non mantenute, azione cattolica e manovalanza edilizia. Davanti Dybala-Ronaldo.

Il primo tempo ci mette di fronte impietosamente ad una delle bambole più pesanti prese dalla Juve targata Andrea Agnelli, paragonabile forse solo agli ottavi di CL col Bayern del 2016. L’Atalanta fa quello che vuole, il pallone passa solo raramente tra i piedi bianconeri, Gomez è libero come un fringuello e svaria a piacimento. La metafora “come una nave in balia del vento” sarà sostituita d’ora in poi da “come la Juve in balia dell’Atalanta“.
Finisce solo 0-1 perché il calcio è uno sport episodico. Nell’occasione del vantaggio di Zapata, deLigt (buona in ogni caso la sua prestazione) si perde per un attimo Gomez che lo finta e Bentancur per due volte è troppo leggero sul numero 91, due leggerezze che si pagano caro contro una squadra come quella dei nerazzurri di Bergamo.

Nel secondo tempo la marea atalantina cala, sale un pò la Juve e le forze tornano in apparente equilibrio. Dybala spara un cross che de Roon tocca col gomito, rigore. Un rigore di quelli che fanno storcere la bocca, ma una volta sei incudine e una volta martello, quest’anno va così e ce lo teniamo come ci siamo tenuti i 10 contro. Cristiano Ronaldo, gol.
Sarri mette mano alla panchina prima del fatidico 70°: entra Costa al posto di Bernardeschi, sfida la logica dello sport mettendo in campo un Higuain bolso ad affrontare degli avversari che corrono come decatleti. Il Pipita toccherà 5 palloni, di questi, 4 andranno sprecati e uno finirà sulla mano di Muriel.
L’Atalanta alza di nuovo il ritmo e ricomincia la sofferenza, Rabiot e Bentancur (quest’ultimo prezioso e sciagurato ma sempre l’ultimo a mollare) perdono male palla uno dopo l’altro e siamo di nuovo sotto. C’è poco da fare, gli uomini di Gasperini meritano il risultato e solo un intervento farfallino di Muriel a un minuto dalla fine ci regala un altro rigore (indiscutibile) che Cristiano Ronaldo trasforma di nuovo. Glaciale, freddo, imperturbabile. Come flop non è niente male… il fenomeno (quello falso).

Con una fatica immane riusciamo a tenere un pari che vale oro, ci porta a + 8 dalla seconda, cancella parzialmente la mezzora disgraziata di martedì a Milano e che, salvo crolli verticali e al netto di tutti gli scongiuri possibili, potrebbe sigillare il nono (NONO) scudetto consecutivo. CON-SE-CU-TI-VO, ogni tanto dobbiamo ricordarlo.

Dopo una serata del genere c’è poco da dire: Sarri viene salvato da due episodi casuali che gli permettono di non perdere un partita in cui la Juve è soccombuta per 80 minuti su 90. Da una parte abbiamo visto una squadra con le idee chiare in cui ogni giocatore che entra sa cosa fare, come e quando farlo (leggi Malinovskyi o Tameze che è parso il nipote di Iniesta) e un gruppo che sa sopperire alle assenza, anche quelle dell’ultimo minuto come quella di Gosens. Dall’altra purtroppo ci è toccato assistere all’ennesima prova di un gruppo che non è squadra, non lo è mai stato e a questo punto non lo sarà mai, almeno per questa stagione.
Ce ne faremo una ragione -ma solo fino a settembre, non oltre- certi scudetti si vincono anche con partite sporche e brutte: è il campo a dire sempre la verità, non il risultato.

Considerazioni sparse: il ruolo di Costa di spaccapartite comincia a diventare didascalico e riduttivo per il brasiliano. Sicuro non possa offrire niente di meglio giocando dal 1′?
Bernardeschi sarà pure importante in fase di non possesso, ma davvero è così irrinunciabile? I pro sono così superiori ai contro?

In conclusione di una serata da incubi, dopo un match che sembra una mangiata pantagruelica che non si sa come siamo riusciti a digerire, bisogna essere concreti e guardare le cose in faccia, e la realtà all’11 luglio ci dice questo:
1 La Juve è la squadra che ha fatto più punti, ma ad oggi non la migliore
2 Mancano 11 punti per la matematica.
3 La Juve meritava di perdere (bicchiere mezzo vuoto)
4 La Juve è riuscita a non perdere (bicchiere mezzo pieno)

Per tutto il resto ci si rivede mercoledì in casa del Sassuolo.