PARTITABUS / Inter-Juve 1-2: Lo Squalo Ronaldo

di Willy Signori |

Le ali di folla che accolgono i bus delle squadre fuori dallo stadio San Siro in Milano sono il miglior spot a favore della riapertura degli impianti sportivi, tanto la gente fa quello vuole, fuori.
Più o meno come Cristiano Ronaldo in campo, a cui bastano 2 soffi per scatenare una tempesta.

Pirlo invece si ripresenta al cospetto di Conte con una formazione che sembra tirata a caso leggendo l’oroscopo, come Raymond Domenech ai tempi che furono. Rabiot e Bernardeschi titolari paiono una dichiarazione di resa davanti all’avversario che invece schiera tutti i titolari, squalificati esclusi.
Sorprende anche la rinuncia contemporanea a Trinità-Bambino (Chiellini e Bonucci) per il duo difensivo Demiral-DeLigt. Dal canto suo però, il viterbese scuola Inter celebra la sua ex squadra con uno splendido omaggio alla figura di Oriali entrando in campo senza autorizzazione per protestare contro l’arbitro. La folla commossa apprezza.

La Juve parte bene, pressa, corre perché almeno questo lo sa fare bene e gioca 10 minuti grintosi. Il mister ha imparato la lezione di campionato e mette Kulusevski fisso su Brozovic per non fargli fare quello che vuole in mezzo al campo.
Il fantasma del 17 gennaio però plana lo stesso dolcemente sul prato del Meazza, e se allora ai nerazzurri servirono 10 minuti per capire l’andazzo, prendere il collare e portare a spasso la Juve per i restanti 80, stasera ne bastano appena 9 per passare in vantaggio su una ripartenza classica del Conte old style, in una rivisitazione di quel Juve-Roma 3-0 del 5 gennaio 2014 quando si chiuse aspettando i giallorossi di Garcia per poi colpirli in ripartenza.
Stavolta il numero lo fa Barella (giocatore pazzesco) che si invola al doppio della velocità di Alex Sandro manco fosse un messaggio audio di telegram, mette in mezzo un pallone rasoterra su cui Martinez si avventa, anticipa nettamente un DeLigt depotenziato a sinistra e calcia abbastanza forte ma centrale un pallone su cui Buffon pare essere in ritardo, tocca ma non basta. Sipario.

La Juve si sgonfia come una vescica di maiale bucata. Va in confusione, si perde, continua a correre ma disordinatamente. Demiral becca un giallo tendente all’arancione, la gara va avanti con l’Inter che sembra aver tirato fuori nuovamente il guinzaglio e i bianconeri che faticano a ritrovare lucidità.
Serviranno 10 minuti per riorganizzarsi e ricostruire la manovra. Ne passano altri 5, Bernardeschi, alla partita di addio al calcio, perlomeno in questo emisfero, riceve una palla perfetta sulla fascia sinistra che aspetta solo di essere crossata in mezzo. Federico invece pensa bene di spedirla al terzo anello per regalare qualche gioia al suo pubblico.
Avrete senz’altro capito a questo punto che la palla è buttata e l’azione finita, se non che, fortunatamente per noi, da circa un quarto d’ora Young si è aggrappato al braccio di Cuadrado che alla fine cade dolcemente al limite dell’area piccola. I giocatori dell’Inter circondano minacciosi il colombiano accusandolo di essersi tuffato, lui reagisce male, volano parole grosse ma nessuno fa accenno al voodoo oppure ad appartenenti della tribù degli equini perciò la rissa si smonta subito senza minacce di pistolettate in fronte a nessuno, w lo sport.
Nel frattempo Calvarese finisce di mangiare il camogli che aveva ordinato per cena, e con la faccia di uno che ha appena pestato una merda con la suola delle scarpe a carrarmato, viene svegliato dal torpore digestivo per correre al VAR a rivedere l’accaduto: rigore.
I più pignoli discutono se questo sia un episodio da VAR, la trattenuta di Young è netta e altrettanto stupida.

Sul dischetto si presenta CR7 che di giustezza sfonda la porta con un rigore centrale terra aria.
La partita cambia di nuovo, nel frattempo giunge notizia che Mattarella abbia proposto Draghi per arbitrare il match di ritorno e chi se ne frega della crisi.
Arriviamo al 35°, la svolta del match: palla comoda indietro per Bastoni, Handanovic inspiegabilmente comincia ad uscire dalla porta. Ronaldo capisce. cominciano a sentirsi in lontananza 2 note: MI/FA, la colonna sonora de Lo Squalo.
Bastoni fa segno al suo capitano di tornare in porta. MI/FA.
Ronaldo ha sentito il sangue. Continua a inseguire la preda. MI/FA.
Handanovic è partito e per inserire la retro gli ci vogliono una sessantina di secondi: troppi. MI/FA.
Bastoni ha l’idea dei grandi, “mi allargo sulla destra e vado via a Ronaldo”. “VADO VIA A RONALDO”… MI/FA. Sempre più forte e più veloce.
Il pubblico in sala grida “attento, lo squalo!”
Lo squalo Ronaldo è a un metro e mezzo dal povero Bastoni che ormai è spacciato, prova ad allargarsi sulla destra ma è un attimo, un soffio, via la palla, via tutto.
Quando capirà quello che è successo, Lo Squalo Ronaldo sarà intento ad esultare coi compagni. 1-2.
MI/FA.

L’inter tramortita si ritrova praticamente con 2 gol sul groppone senza rendersi conto di come abbia fatto.
È un primo strano di calcio e calcioni volati senza troppi complimenti. Vidal cuore bianconero becca un giallo che vuol dire squalifica. La Juve spreca almeno un contropiede buono ed è un peccato perchè il momento sarebbe propizio per inferire il colpo di grazia.

Il secondo tempo vede i nerazzurri rientrare in campo con gli occhi rosso sangue, si gettano in avanti ma mai all’arrembaggio stile aretino Pietro (una mano davanti e una dietro) perché è solo l’andata e altri gol in casa non se ne possono prendere.

I ragazzi di Pirlo vanno in confusione spesso e volentieri, continuano a correre ma danno qualche sgasata a vuoto di troppo. L’Inter meriterebbe il pari e 2 volte ci va vicinissima:
Dopo 11 minuti del secondo tempo un’uscita sciagurata col pallone dall’area bianconera vede Bentancur perdersi la sfera e consegnarla a Vidal che lancia Sanchez davanti alla porta praticamente da solo con Buffon avanzato sul dischetto del rigore, sul tiro del cileno è già battuto: la palla si sta infilando in rete se non fosse per Demiral che la devia in angolo segnando a tutti gli effetti un gol.
Poco dopo toccherà al 43enne Buffon alla partita numero 1100 metterci una pezza su Darmian pericolosissimo.

Pirlo si chiude col passare dei minuti, cercando in tutti i modi di portare a casa una vittoria importantissima per quanto episodica: mette Danilo al posto di un non malvagio Bernardeschi a cui va un sentito grazie per gli anni di bestemmie buttate guardandolo giocare.
Poi è il turno di Bentancur (buona prestazione consolidata da fiducia e compiti precisi) per un Arthur che dimostra ogni scampolo di partita giocata di essere semplicemente di un altro livello e Morata per Ronaldo.
L’impatto dello spagnolo sulla partita ricorda molto le imitazioni di Alfonso chiavi in mano a troppo frizzante: “buonasera, sono un giocatore di pallone” ma con la voce di Massimo D’Alema. Non ci ha creduto nessuno.
Alla fine ci sarà spazio anche per Chiellini e Chiesa.

Finisce con un 2-1 che non è definitivo e non mette al riparo da sorprese, ma permette di riprendersi in parte dalla scoppola presa 2 settimane fa e ridà morale perché questa Inter (sebbene priva di Lukaku e Hakimi) si può e si deve affrontare a testa alta e muso duro. E vada come vada.

Pirlo però ha anche mandato un messaggio chiaro con le scelte iniziali: il campionato (sabato c’è la Roma) e la CL prima di tutto, e poi viene la Coppa Italia.
Non tutte hanno di questi pensieri, meglio per loro. Anzi no.