PARTITABUS / Genoa-Juve 1-3: Tre perle in cerca d’autore

di Willy Signori |

Per fortuna il martedì sera non c’è più fuori dal coro su Rete 4 altrimenti il ballottaggio sarebbe stato incerto fino alla fine. Tra l’altro mi hanno pure rovinato l’assolo di Another Brick In The Wall e ogni volta che lo sento mi viene in mente il faccione di Mario Giordano in primissimo piano.

Fuori dal coro potrebbe essere anche un ottimo titolo per un focus sulle prestazioni di Rabiot in casacca bianconera: Un specie di Bud Spencer in Altrimenti Ci Arrabbiamo quando canta con la differenza che non mena come lui e non ha la voce di Glauco Onorato. Sarebbe bello dire inutile, sarebbe bello perché talvolta risulta anche dannoso. Quando un giocatore viene sostituito si cerca sempre si cerca sempre di mettere in evidenza i lati positivi della sua prestazione. Quando, dopo 83 minuti di nulla, Sarri lo sostituisce, il telecronista Bergomi ha trovato che solo raramente Rabiot “stuprava donne spastiche”.*

Bernardeschi invece alterna una prestazione discreta ad una indecente e stasera è quella sufficiente, mentre Pjanic parla già catalano.
Un focus lo voglio aprire io su Danilo: indecente. Ci si sorprende anche solo nel vederlo correre coordinato talmente sono basse le aspettative. I cross sono dei fuori campo. Di buono ha solo la plusvalenza che ci ha portato. Un eversivo del giuoco del calcio: Plusva Fioravanti.

Detto questo la Juventus a Marassi mette in scena un primo tempo di rara intensità (rara per gli standard a cui ci ha abituato) con un pressing asfissiante che rintontisce il Genoa tutto, dimostrando che gli approcci lenti sono un problema di testa e non di gambe.
I primi ottimi 45 minuti ci lasciano in eredità uno 0-0 e la convinzione che per il campionato 19/20 siamo ancora padroni totali del nostro destino, nonostante Rabiot e Danilo.
Cristiano Ronaldo resta il solito catalizzatore, di avversari e palloni: a volte è un bene, altre meno, ma come glielo spieghi a uno dei top 10 della storia del calcio che a volte ci può stare di toccare meno palloni? Non si fa.

Il secondo tempo invece ci riporta alla mente il paragone calcio/NBA che fece colui che da oggi non è più ufficialmente un tesserato Juve e che ha lavorato per 5 anni come allenatore: fai tante azioni poi il fenomeno fa il canestro. Non ha bisogno di avvocati difensori Massimiliano Allegri, ma anche se arrivato al capolinea è bene ogni tanto ricordare che se l’allenatore della Juventus è obbligato a vincere, lo è perché il predecessore, ogni benedetto anno, portava a casa almeno 2 trofei.
Stasera abbiamo assistito a 3 pennellate, 3 pezzi d’autore, 3 “one of a kind” dei 3 più talentuosi in rosa: Dybala, Ronaldo e Douglas Costa.
3 gioielli che sfidano la nostra memoria nel trovare un’altra partita con altrettanti gol così belli. Dev’essere lo stadio che quest’anno ispira…

Ultima nota per il numero 4: in pochi mesi un ragazzo di 21 anni si è guadagnato la maglia da titolare e ha conquistato la stima dei compagni. Non l’ha fatto con la perfezione, ma con la personalità.
Il rinnovo di Chiellini va visto anche in quest’ottica: il titolare c’è, Giorgio può fare tranquillamente la riserva di lusso.

La volata a 2 dello scudetto più anomalo della storia continua con una Lazio che non molla, ma che lascia ancora tutto in mano agli uomini vestiti di bianconero.

 

*Bollito misto con mostarda, Daniele Luttazzi. (perché quando si copiano le battute si cita sempre l’autore)