PARTITABUS / Fiorentina – Juve 1-1: Il fondo del barile

di Willy Signori |

Ciò che rende questa stagione così dolorosa agli occhi di noi tifosi non è la sconfitta, che è cosa di sport, si accetta si incarta e si porta a casa. La cosa che fa male è la resa senza lotta, l’incapacità di leggere la situazione, di capire il momento, di giocarsi le proprie possibilità con dignità, di veder guidare una Ferrari come se fosse una Panda 45, col braccio fuori dal finestrino, quasi vantandosene, di sentire l’allenatore parlare di esperimenti al 25 aprile, come se la trentatreesima giornata di campionato fosse un’amichevole e la quarta posizione una piazza che non interessa.

Arroganza e disordine, disordine e arroganza in questa stagione pensata male, affrontata malissimo e spiegata ancora peggio.

In ogni campionato disgraziato arriva il punto in cui tutti mollano e ognuno pensa agli affari suoi: chi ai record, chi a non prendersi il rischio di sbagliare e passare per peggiore, chi ha in testa la nazionale, chi il prossimo contratto, chi chiede di poter giocare di più, chi si esonera da solo. Non è ammutinamento, è rompete le righe, liberi tutti.
Dopo il Benevento (che da allora prende schiaffi a destra e sinistra), dopo il Porto, dopo le sconfitte amare, i pareggi faticosi, le vittorie sofferte anche contro le piccole: la sveglia suona da mesi ma nessuno dà segni di vita.
La formazione è sempre un rebus senza soluzione, anche oggi a Firenze ci si presenta con una inedita difesa a 3. Viene il dubbio che l’idea non sia tutta di Pirlo, uno che ha due espressioni: con la cravatta e senza la cravatta. Con Chiesa indisponibile vengono lasciati in panchina Morata e Kulusevski, gli unici, insieme a Cuadrado, capaci di cambiare passo e dare profondità, infatti quando entreranno saranno i migliori di questa armata Brancaleone con le maglie bianconere.
Ramsey gioca una partita decente, sempre col difetto di sbagliare qualche controllo di troppo che gli impedisce di fare la cosa giusta, ma resta in campo ben oltre il rigor mortis. Pirlo lo toglie quando vede arrivare il magistrato e il PM autorizza la rimozione del cadavere.
Della partita però c’è poco da dire: solito primo tempo gentilmente offerto agli avversari, solito allenatore avversario che viene fatto sembrare Rinus Michels. Il secondo tempo si apre con l’insperato pareggio di Morata. Da lì in poi non succede più nulla, non si tira più in porta, non si gioca più a calcio. Ronaldo si divora un gol fatto. Il fenomeno vero ha chiaramente tirato i remi in barca e questo non va bene, se ti chiami Cristiano Ronaldo e guadagni un paio di milioni di euro abbondanti al mese. È decisamente in un periodo no della stagione, ma è fisiologico, normale, prevedibile: ha cantato e portato la croce per 9 mesi, ha segnato più di tutti gli altri messi insieme, se non sempre gli riesce di fare tana libera tutti va compreso.
Si fa invece fatica a comprendere gli altri, che nel mezzo della processione se ne sono andati a casa.

Si capisce ancora meno la posizione della società, che una settimana dopo il tentativo di bluff peggio riuscito della storia resta muta, impassibile di fronte al disfacimento del club.
Come se un genitore vedesse suo figlio addormentato sul materassino in mezzo al mare portato via dalla corrente e non facesse nulla, anzi fosse troppo impegnato a tramare per saccheggiare il negozio di ghiaccioli. Chiamate il telefono azzurro.

L’unico che parla della dirigenza Juventus è Paratici. Ogni volta che lo si vede balbettare davanti ai microfoni si sta male per lui… questo trattamento comincia a configurarsi come accanimento terapeutico, sembra un supereroe di quelli senza senso e senza poteri. Ci si aspetta che da un momento all’altro si tolga la maschera e dica “So Lillo!”
E perché riservare ai tifosi questo strazio?

Domande e richieste che rimarranno inevase, per ora, mentre la Juve è ancora padrona del proprio destino per conquistare l’ultimo posto utile per andare in CL, e noi restiamo attoniti e pensiamo che “Più giù di così non si poteva andare più in basso di così c’è solo da scavare…”