PARTITABUS / Cagliari-Juve 2-0: Garbage time

di Willy Signori |

Sono gli ultimi balli dopo i fuochi di capodanno, ormai sfatti, con quelli che sono rimasti, con chi capita, con le gambe stanche, con la testa altrove. Con lo spumante da discount, felice anno vecchio. La penultima di campionato è puro garbage time, ma mai la juve scudettata della presidenza targata AA aveva perso la partita successiva a quella in cui aveva vinto lo scudetto, un altro record infranto come uno specchio, quello su cui i reduci della Juventus sarriana non riescono ad arrampicarsi in terra sarda.

Partita utile solo per la storia della classifica finale, l’Inter si avvicina e come dice qualche giornalista a cui non sfugge niente, se le avesse vinte tutte sarebbe campione d’Italia. Per fortuna, tra una richiesta di playoff e l’altra, per adesso ma forse ancora per poco, vince chi fa più punti, più gol.

La sfida di Cagliari ci proietta verso il ritorno col Lione ed essere ottimisti sarebbe un azzardo anche per la buonanima di Tonino Guerra. Sarri fa un po’ di cambi ma nemmeno troppi. Ronaldo inutilmente in campo per la gloria personale, Pjanic per quella che sarà la sua ultima partita in serie A causa squalifica in seguito ad ammonizione. Curioso il destino di Miralem, e dire che si lamentano tutti che non viene mai ammonito.

Una nota per 3 titolari:
Higuain è reattivo come un ghiro in letargo. Il solo pensiero di vederlo in campo dal 1’ il 7 agosto, causa forfait di Dybala, fa venire voglia di bersi un mojito con la cicuta al posto della hierbabuena.
Bernardeschi ormai è una garanzia, non riesce più ad azzeccare una giocata nemmeno per sbaglio, una specie di eterno ritorno dell’uguale di Nietzsche dove non c’è rinascita ma solo morte, ogni volta alla stessa triste maniera. Servirebbe padre Amorth per liberare Federico dal demone che lo possiede e, già che ci siamo, una visita dall’esorcista la farei fare volentieri anche a Paratici affinché scansi un altro fosso di nome Federico, anche lui vestito di viola: non ci meritiamo un ulteriore supplizio del genere. Tornando al 33; difficile liberarlo dalle sue catene, forse riuscirà un giorno, lontano da Torino. Grazie di tutto.
Ultimo pensiero per Rugani, ragazzo in gamba che non è riuscito a scalare le gerarchie nemmeno col padre adottivo alla guida tecnica: un po’ come se Mastrota fosse diventato presidente di Mediaset e Piersilvio fosse finito a vendere materassi.
Anche per lui il futuro sembra lontano da Torino, poteva essere una bella cosa, non lo è stata, ce ne faremo tutti una ragione.

Sesta sconfitta stagionale in campionato quindi, la meno indolore ma la più brutta, frutto di una prestazione da non squadra, slegata in ogni reparto. Una pratica da sbrigare, una seccatura da togliersi, piacevole come una riunione di condominio. I ragazzi in campo hanno reso l’idea, pure troppo.
Altro dato interessante: questo campionato insolito, unico, spezzato in 2 verosimilmente non verrà vinto dalla miglior difesa. E nemmeno dal miglior attacco.
Domenica arriva la Roma, che non ha mai fatto punti allo Juventus stadium… un altro record che i neocampioni d’Italia potrebbero battere, una sfida dura ma con questa squadra impossible is nothing. Poi sipario tricolore, finalmente e via ad affrontare la CL più incerta di sempre con l’attitudine di chi si sorprenderebbe anche solo di finire nelle prime 8…