PARTITABUS / Cagliari-Juve 1-3: Siamo la Juve

di Willy Signori |

90 minuti per dimenticare il Porto, se mai fosse possibile. La Juve ne impiega 30 per chiudere la pratica e passare oltre. La carogna Porto però rimane sulla schiena.
I bianconeri fanno tutto quello che avrebbero dovuto ma non hanno osato fare martedì mentre il Cagliari fa tutto quello che i portoghesi non hanno fatto. O molto più semplicemente il Cagliari non è il Porto e la serie A non è la CL.

Dal letargo si risveglia CR7 che prima segna di testa su calcio d’angolo battuto alla perfezione (una rarità) da Cuadrado, poi accoppa Cragno (con un intervento involontario ma che avrebbe meritato il rosso) e poi ancora lo infila per altre 2 volte. C’è lo spazio anche per l’esultanza a la Del Vecchio, mano all’orecchio, ma non per sentire l’urlo dei tifosi, che non ci sono, ma per chiedere conto delle critiche “ehi pirletti dimmi, chi sono?
Una cosa un pò comica se ancora nella testa tornano le immagini dell’uscita recente dalla CL.
Ok, apriamo il benedetto capitolo Ronaldo: serve ancora alla Juve? Sì. È un fenomeno? Sì. Costa tanto? Avoja. Ci sta in un Juve che guarda al futuro? Forse. È un problema? NO!

La partita si chiude ma non è chiusa, è questa la magia della Juventus Football Club del 20/21: lasciare in bilico sempre tutto. Non è il gol di Simeone, ma la costante sensazione di poter prendere un’imbucata, di lasciare libero in area un avversario, magari l’unico attaccante schierato da Semplici, cose del genere.

È un anno particolare, bisogna individuare tutti gli errori fatti, segnarseli sul quaderno, imparare e riparare. Tirare calci ai cartelloni serve a poco. I post su Instagram vorrei lasciarli agli influencer di professione.
Le interviste da motivatore con gli occhi tristi pure, a proposito: col massimo rispetto per i senatori e con la gratitudine che gli si deve per i grandi successi del recente passato, avrei voluto vederli e sentirli martedì sera dopo la peggiore figura europea del decennio bianconero e non dopo un 3-1 contro una squadra che si sta giocando la salvezza. Fare la parte del comandante fiero, tutto d’un pezzo, con la divisa, che scruta l’orizzonte con la nave nel porto sono capaci tutti. È quando lasci il Porto per affondare in una pozzanghera che devi prenderti le responsabilità senza nessuno che si finga De Falco e ti urli “Torni subito a bordo, cazzo!
Basta con gli insulti all’arbitro in favore di telecamera o le sbroccate a bordocampo in mondovisione… siamo la Juve!

Non può entusiasmare la direzione che ha preso questa Juventus perchè sà tanto di navigazione a vista, senza meta. Moduli che cambiano, poche certezze, giocatori smarriti. Parliamo di Kulusevski: c’è poco da scherzare, bisogna organizzare immediatamente le squadre di soccorso e andarlo a recuperare dal crepaccio in cui si è infilato. Si è perso tatticamente, tecnicamente ed emotivamente. Morata meriterebbe il pass gratuito annuale per Lourdes. Alex Sandro si è stirato e dovrebbe prenotare un posto in corriera vicino a Morata.
Ramsey e già sindaco onorario del comune degli Alti Pirenei, andrebbe studiato nelle università, mentre da sottolineare il trend positivo di Rabiot senza dimenticare però che il contesto di mediocrità altera le valutazioni che si fanno anche di prestazioni sufficienti. Se avessi un desiderio solo togliere a Chiellini 5 anni d’età.

Ripartire subito, lavorare oggi, domani, dopodomani. Siamo la Juve.