PARTITABUS / Bologna-Juve 0-2: Bentornato campionato, bentornato Dybala

di Willy Signori |

Gianfranco Giubilo, inchiostro ben speso del giornalismo sportivo romano diceva che gli assenti sono sempre i migliori in campo, nel senso che è esercizio molto comodo appellarsi al “se c’era lui” violentando la lingua italiana e mettendosi al riparo dalla controprova.
Oggi iniziamo parlando degli assenti, partendo da Higuain, un ex giocatore che durante la quarantena è andato in Argentina per seri motivi familiari ma è tornato fisicamente perso come Edmundo tornava dal carnevale di Rio.
Che non ci si possa presentare al massimo dopo 3 mesi di sostanziale inattività è comprensibile, che non si riesca nemmeno a farsi convocare è inaccettabile, anche se lo stipendio percepito fosse in lire.
Questa è la fotografia più deprimente della Juve 19/20 edizione Covid: Un asilo per bambini viziati, un ricovero per vecchie glorie, una specie di grande fratello VIP per ex giovani promesse che non hanno mantenuto la parola e VIP non lo sono mai diventati. Minimo comune denominatore: l’ingaggio faraonico.

In mezzo a questo casino Sarri, che già ha i suoi problemi, deve riuscire a fare quello che solo raramente gli è riuscito negli ultimi mesi: mettere ordine e provare a far giocare a pallone 11 giocatori.
E con questo clima paradossale, paradossale se pensiamo alla posizione in classifica, ci raccontano che la Juventus FC si presenti a Bologna con l’obbligo di vincere, ma non per vocazione come sempre, ma per necessità, per salvare la baracca, come una squadra qualsiasi di Cellino o Zamparini

Così a casa della rivale storica Bologna (a loro piace definirsi così…) la Juve parte bene, come accaduto già nelle 2 partite di Coppa Italia. Noi di Juventibus, che abbiamo passato la quarantena tutti insieme in un bunker sotto casa Zampini, ci guardiamo sospettosi chiedendoci quando finirà lo sprint. E infatti finisce, in tempo però per vedere Rocchi che inverte tragicomicamente una punizione e, richiamato al VAR, assegna un rigore per trattenuta su deLigt che CR7 trasforma in gol. Secondo tiro in porta, vantaggio, una sudata pazzesca e il gol su azione rimane un lontano ricordo di quando ancora era inverno. Ricordate quella perla di Dybala che mandò al bar mezza difesa dell’Inter? Ecco che il cerchio si chiude al minuto 35, con un altro gioiellino del gioielliere che la dirigenza sta cercando di vendere da almeno 2 anni. 106 giorni e qualche tampone positivo dopo. Si segnala l’assist di Bernardeschi, sorprendente e quando ti sorprendi di certe cose non è buon segno…

A proposito del carrarino: ottima prestazione, di personalità. Un’altra cinquantina così e possiamo prendere in considerazione l’idea di riabilitarlo.
Continua il momento opaco di Cristiano Ronaldo, che fa un sacco di finte e doppi passi per riempire gli spazi vuoti, come quando a scuola mezza pagina di tema partiva riscrivendo il titolo. Si intestardisce nel voler segnare sempre prendendosi sicuramente  qualche accidente dai suoi compagni. Lui pensa solo a Lisbona, mentre gli altri si impantanano negli appennini in mezzo alla Via degli Dei.
Rabiot è l’equivalente di quello vestito da sandwich fuori dal locale; se decidi di entrare non è grazie a lui.
Cuadrado è l’unico in rosa così veloce da recuperare i palloni che perde Cuadrado.
Szczesny ha provato il lambrusco mentre Pjanic la crema catalana. Su Danilo evito commenti perché non vorrei vedermi costretto ad assumere un avvocato. Non si può entrare in campo e lasciare la testa fuori.
Bene Bonucci e deLigt, ancora.
De Sciglio anche quando gioca “bene” ci tiene sempre a ricordarci che è De Sciglio, riesce a farsi ammonire anche quando si fa male e questo punto ci porta a parlare di Sarri: questi tipi di contrattempi muscolari saranno ahinoi all’ordine della giornata (di campionato). È per questo che hanno messo la regola delle 5 sostituzioni, mica per emulare il trofeo Birra Moretti. Ma a cosa servono se il primo cambio il mister lo fa al 65° e per giunta obbligato?

Al 90° arriviamo sullo 0-2 ma la partita poteva chiudersi molto prima. Tra pali, contropiede buttati via e altre occasioni non concretizzate la Juve risparmia ai rossoblu una goleada, ma resta l’impressione di una squadra ingolfata con poche idee e spesso confuse. Troppa fatica, troppi patemi per una partita del genere.
In questo secondo campionato 19/20 in cui nemmeno i cori virtuali messi da sky sembrano fuori contesto i nostri devono ancora calarsi nella parte.

Qualcuno rimpiange i tempi di Minnesota e delle conferenze passate a disquisire di ippica. Beh io non sono tra quelli. Non perché rinneghi il passato ma perché preferisco concentrarmi su ciò che c’è rispetto a ciò che c’è stato. Allegri ha rappresentato un bellissimo capitolo della storia bianconera, con pagine più esaltanti ed altre meno, ma è andato e come tutte le cose doveva finire. E perché del parallelo Sarri/Maifredi quello che continua ancora a spaventarmi di più è che dopo Maifredi tornò Trapattoni.