PARTITABUS / Bayer Leverkusen-Juve 0-2: sweet sixteen

di Willy Signori |

Bayer Leverkusen-Juve era l’incontro che tutta Europa aspettava col fiato sospeso. Anche noi tifosi abbiamo vissuto con tensione massima le palpitanti ore che hanno preceduto questo storico evento che ha fatto la storia.

Nell’incontro prepartita coi giornalisti Pjanic aveva ribadito la piena fiducia del gruppo a Sarri, una volta scartata l’ipotesi Gattuso, già opzionato dal Napoli.
Di seguito vi riportiamo un breve passaggio della conferenza (passato sotto silenzio grazie alla stampa compiacente…) in cui il bosniaco ha raccontato dei colloqui avuti coi compagni nello spogliatoio subito dopo la sconfitta romana:

“Ciccio Graziani – lo dico per tutti i compagni della mozione “Ciccio Graziani” – ha il film: avevamo anche pensato di rinviare l’esonero, ma dopo fa Fazio… E pazienza, è andata così… Batistuta? Non ha il patentino, non facciamo a tempo… Ancelotti – lo dico perché so che esiste una corrente Ancelotti contro di me – ha rifiutato: dice che dopo il Napoli non vuole fossilizzarsi nella parte di quello che affonda. Franco Scoglio – lo dico a tutti i compagni della mozione “Franco Scoglio” – è morto! E porca miseria, era perfetto, ma è morto: ho pensato di proporlo anche da morto, ma non è possibile, bisognava fare una riforma… C’era pure Stramaccioni, ma il nonno tifa Inter. Giampaolo? C’ha i diritti Mediaset, non ce lo danno. L’unico era Eziolino Capuano…”.
Questo il virgolettato, ognuno tragga le sue conclusioni…

Sarri cerca di rendere interessante la trasferta in Renania scommettendo sull’over. Per favorire il successo della sua puntata e tornare a casa col portafoglio gonfio schiera Rugani e Demiral, una specie di “hold my beer” dopo aver visto la formazione del Barcellona impegnata la sera prima.

Ah già, dimenticavo… la partita!
La Juve si ripresenta con un 4312 di belle speranze. Il primo tempo spegne ogni entusiasmo come un proclama di Paratici sul mercato invernale.
Nei secondi 45′ si intravede qualcosa di meglio, la manovra è più fluida, i cambi ringalluzziscono il collettivo, il freddo addormenta le parti molli e i giocatori si guardano tra di loro con l’espressione “già che stiamo qua… giochiamo”.
E giocano. E vincono. 16 punti sui 18 disponibili, record eguagliato. Da febbraio inizia un’altra storia ma nel frattempo il girone è stato affrontato al meglio non sottovalutando nessun impegno e non accontentandosi mai anche quando la testa poteva restare in Italia. Soprattutto tornano tutti a casa sulle proprie gambe.

Cuadrado è svagato. Sembra uno che corre in un’altra stanza e poi si dimentica perché c’è andato.
Bernardeschi confonde il gioco del calcio con quello della palla avvelenata: quando deve farsi vedere si nasconde. Quando deve tirare, passa (male). Quando deve passare, tira (male). Cosa gli sta succedendo? Nulla.
Fa posto a Dybala nel secondo tempo ed è tutta un’altra musica. Se fosse stato uno dei Queen, sarebbe quello che ha lasciato il posto a Freddie Mercury.
De Sciglio scende in campo coi gradi del più bravo tra i 4 difensori; lo dimostrerà infilando un’altra partita buona e col tunnel che dà il via all’azione del gol di Ronaldo (quello falso). Per gli altri è il momento di fare un compendio della propria carriera e chiedersi cosa sia andato storto.
Di Rabiot non vogliamo dire che non corra, però quando esce non ha ancora chiuso gli anelli dell’apple watch.

 

 

PS: Applausi all’Atalanta. Ha dimostrato di onorare l’impegno in coppa non cercando scuse (girone difficile, inesperienza, assenze) imparando dagli errori commessi nelle prime giornate e giocandosela fino alla fine. IMPRESA vera ed emozionante. Complimenti.