PARTITABUS / Barcellona-Juve 0-3: Barcellentus

di Willy Signori |

È la più bella serata della stagione, una di quelle che si vivono in 3/4 occasioni durante l’anno, soprattuto tra l’autunno e l’inverno, dove si semina per la raccolta di primavera ma di trofei in ballo non ce ne sono.
E si capisce subito quando, scrivendo il risultato nel titolo c’è bisogno di ricontrollare, per capire se è tutto vero: è tutto vero.
Non tanto la vittoria in casa dei blaugrana, non tanto i 3 punti o il primo posto nel girone (tutte cose belle e buone) ma la prestazione è la nota blues della serata, quella che dà il sound a tutto il pezzo. Perchè il risultato può essere casuale, la prestazione no, non lo è mai.

Dal primo tempo sciagurato di sabato a quello del Camp Nou: un viaggio tra i due poli per scoprire il basso e l’alto, il bene e il male, il dolce e l’amaro, il malto e il luppolo. Tutto sbagliato col Torino, tutto perfetto vs l’armata vincibile di Koeman.
E allora, visto che abbiamo chiamato in causa gli allenatori è giusto dare a Cesare il suo: se dopo il derby Pirlo meritava critiche, stasera deve ricevere gli elogi, gli applausi come se fossimo alla Scala:
Gran parte del merito della vittoria va a lui, alle sue scelte, al suo centrocampo a 3 con Arthur, che restituisce ai catalani la partita che Pjanic aveva fatto a Torino all’andata, Ramsey, che quando è sano (quando è sano?) è tanta roba e perfetto nel suo ruolo, e McKennie esondante e prezioso, nella speranza che sia l’alba di un’idea di reparto titolare, se non nei nomi almeno nei ruoli, nei compiti e nelle posizioni.
Ai 3 moschettieri hanno fatto compagnia Alex Sandro a sinistra ancora in rodaggio ma tornato su livelli accettabili e, a destra, Cuadrado, giocatore per cui cominciano a mancare gli aggettivi. Anche stasera il colombiano è stato protagonista con l’assist (siamo a 8 in 14 partite) per il gol del 2-0. Dietro la linea a 3 ha tenuto benissimo e Bonucci ha seguito le indicazioni (rese udibili dal vuoto dello stadio, l’unica cosa buona di questa pandemia forse) di un Buffon parso sempre sul pezzo che continuava a gridare a “Leone” e i suoi di tenere su la linea.

Davanti Cristiano Ronaldo ha dimostrato ancora una volta di essere nato per questo tipo di partite, Morata invece stupisce per la maturità acquisita e gioca una partita di trincea, nascosto come una patata, ma di rara intelligenza.

Cosa lascia in eredità oltre ai risultati acquisiti e già elencati sopra?
Innanzi tutto che questa squadra può giocare intensa e può farlo per 90 minuti, che la rosa non è corta e si può fare il calcio che ha in mente Pirlo, con riaggressione veloce e gli 11 corti in campo.
La trasferta in Catalogna ci restituisce anche la convinzione nei mezzi, l’interruttore della luce ritrovato di notte prima di fratturarsi il mignolo del piede, la sensazione di squadra che supporta i singoli e non viceversa.
È stata la serata di cui avevano e avevamo bisogno, potrebbe essere solo l’inizio, la svolta, se tutti remeranno dalla stessa parte, con le idee chiare.

Nel frattempo, per una notte godiamoci la più bella Juve del 2020/21, perchè “a Barcellona la Barcellentus è stata barcellissima”