PARTITABUS / Atalanta-Juve 1-0: Non è abbastanza

di Willy Signori |

Delle giornate che restano da qui alla fine di questo storico campionato la tappa a Bergamo era la più pericolosa.
La Juve ci si presenta senza Ronaldo e Danilo e la notizia è che sembra soffrire più l’assenza del secondo.
Per tutto il resto è la solita squadra che ci siamo abituati a gustare come un vino di cantina pregiata ma dal sapore diverso rispetto alle altre ottime annate: parte bene, con 10 minuti di pressing e muso duro, poi si ammoscia come uno sfilatino vecchio ma invece di cadere del tutto si riprende e conquista terreno sull’Atalanta scesa in campo per menare alla cieca come un Torino qualsiasi in un derby.
Anche Al-ex Sandro oggi sembra un pò  meno ex e molto più centrato, riuscendo a contenere bene la bestia nera (no pun intended) Zapata.

Chi non cambia mai è Morata, sempre uguale a se stesso come un comico di Zelig: la prima volta pensi che è bravo, la seconda hai un deja vu, dalla terza in poi volano ciabatte verso il monitor.

Nel primo tempo la Juve tirerà 10 volte in porta, record degli ultimi 6 anni, ma risulterà letale come un cacciatore di cinghiali armato di sola fionda e palline di carta.

Alla fionda si rompe pure l’elastico quando Chiesa sente tirare la coscia. Lo sostituirà Danilo e qui forse un allenatore più scafato avrebbe provato una soluzione in grado di tenere alta la squadra e non concedersi troppo alla pressione stantuffata dei nerazzurri.
Nel mentre Morata continua a fare più danni della grandine e a Dybala finisce la benzina dopo un’ora di gioco. Partita non semplice per la joya, ma con lui anche in convalescenza la manovra sembra avere un minimo di senso.

Pirlo mette dentro anche Kulusevski mentre Gasperini, per far capire l’antifona, sostituisce Muriel con Ilicic (e Zapata è ancora in campo) a riprova che le rose vanno costruite prevedendo alte e basse maree.

I bianconeri sembrano accontentarsi del pareggio, Orsato comincia a tirare fuori i cartellini e Bentancur si ingolosisce. Arthur in campo e sono palloni persi a ripetizione, un pò per colpa sua un pò dell’habitat, Cuadrado diventa fondamentale nel dare tempi e suggerire soluzioni offensive.
La Juve dà tutto, il problema è che quest’anno tutto non è abbastanza nemmeno per arrivare quarti.

In un campionato in cui l’imperizia ha sposato il disordine e scoperchiato il vaso il resto ce lo mette la sfortuna, così arriva anche il tiro deviato di Malinovskyi che buca Szczesny a un pugno di minuti dalla fine. È la fine. Della partita, non della corsa per il quarto posto che da oggi si complica ancora di più.

Ci sono due notizie, una buona e una cattiva: la buona è che manca poco all’arrivo, la cattiva è che è tutta salita.