Le parole giuste di Giorgio Chiellini

di Giacomo Scutiero |

Non riesco a prendermela con…”, dice il nostro Luca Momblano. Lo dice oggi a mente fredda, perché a caldo non ha potuto o non ha voluto esprimersi sulla partita, sulla situazione, sull’andamento.
Comunque sia, ha fatto bene.

Come bene fa a non prendersela col Capitano. Giorgio Chiellini non deve dimostrare qualcosa a noi ed al calcio, ha già dimostrato quanto dovrebbe bastare ed avanzare a tutti.

—Hanno meritato nettamente di vincere, ci hanno surclassato—
—Abbiamo sbagliato in tutte le fasi, il campo ci ha punito giustamente—
—Una sconfitta deve essere sempre un insegnamento—

And last but not least:

I cicli a volte finiscono, stiamo cercando in tutti i modi di farlo continuare e riuscire ad arrivare al decimo scudetto di fila che è qualcosa di veramente… Se uno ci pensa a mente fredda, di incredibile. Trovare tutta quella forza, quei giocatori e anche il DNA non è facile. Però ci stiamo provando in tutti i modi, a volte ci siamo riusciti, abbiamo avuto due black out e li abbiamo pagati: con la Fiorentina e quella di oggi penso siano stati le peggiori partite di quest’anno

Chi ha ascoltato oppure soltanto letto le parole di Chiellini, concorda più o meno del tutto con le prime tre affermazioni (benché sulla terza moltissimi ormai nutrano dubbi filosofici). Quella che ha fatto più rumore è ovviamente l’ultima, perché dalla maggior parte interpretata così:
Il ciclo è quasi sicuramente in chiusura, quasi impossibile continuare a tenerlo aperto“. Eccetera, eccetera. Dunque, l’interpretazione peggiore possibile.

D’altra parte, in questo caso la mia, questo commento è maturo ed oserei dire giusto. Se/Quando il tifoso medio (senza discriminazione di sorta, siamo tale tutti noi che leggiamo e scriviamo) realizzerà che le stagioni vincenti della Juventus sono iniziate nel 2011 e non sono ancora terminate, forse il supporto bianconero sarà migliore, ancora più forte, come più forte sarà il club tifato.

E chi parla è molto (molto molto molto) infastidito dalla possibilità di sollevare zero trofei al termine della Primavera 2021. Perché? Perché ho perso il conto degli anni e della stagione cui ciò è avvenuto. Perché sono tanti, tantissimi, perché in un Decennio cambia il mondo e non soltanto lo sport. Sono tanti, mai troppi, lo so, perché siamo juventini e vogliamo sempre e soltanto quella roba lì che Boniperti ha insegnato e che solo noi abbiamo davvero imparato.

Proprio per quanto detto, benché il passato (non remoto) pesa e dovrebbe pesare, quello che vale è l’oggi. Ed oggi molti tifosi cominciano a firmare, chi con e chi senza sangue, alla transizione dignitosa verso la stagione successiva; firmare la vittoria della Supercoppa, firmare la vittoria della Coppa meno prestigiosa, firmare il meno peggio possibile.

D’altra parte, anche in questo caso la mia, sono abituato a non firmare prima che il giudice abbia emesso la sentenza, a non firmare prima che la matematica resta l’unico calcolo non opinabile cui la squadra che tifo può far appiglio.
Dieci anni fa, i ventenni di oggi si chiedevano come fosse iniziare il Liceo. Dieci anni fa, i trentenni di oggi si domandavano se avessero scelto la Facoltà universitaria congrua. Dieci anni fa, i quarantenni di oggi esultarono il doppio dei primi due gruppi perché esperti e doppiamente consci di quanto fatto male prima e bene poi.

A quanto pare, in tutti questi gruppi non pochi si sono sentiti onnipotenti arrivando a questo punto: è molto grave se non vergognoso vincere zero titoli dopo averne vinti Diciassette in Nove anni e mezzo.
Poi c’è chi pensa che continuare il conteggio sia possibile soltanto “A costo di…”. Vincere sempre, perché questo stiamo facendo, è bellissimo eppure purtroppo monta, fissa, fa delirare e pensare-credere che qualcosa di così incredibile possa essere eterno. Potrebbe essere opportuna una reazione differente dalle recenti, una reazione meno governo e più riedificazione.

Tornando in cima, alla nostra cima Momblano: siamo a metà stagione e molto ancora può accadere. Se è vero, come è vero, che vincere aiuta a vincere, è vero che perdere aiuta a perdere.
Ecco, attenzione a questo, soltanto a questo. Non è poco, anzi… Forse è proprio tutto quello che ci occorre per tornare su.

Infine, di nuovo, il Capitano:
Ricordiamoci di questa sconfitta. Ma non dimentichiamo mai chi siamo”.

Conservo gelosamente come mai la seconda parte.