Parma-Juventus 0-1: è giusto cominciare con questa firma

di Fabio Giambò |

Quella di Giorgio Chiellini: un saluto al corso precedente, un benvenuto a quello nuovo, che si è intravisto, forse troppo timido in alcune occasioni, ma va bene così il 24 agosto. Fra l’altro la cosa più importante sono sempre i tre punti, tenuto conto anche dell’apnea della parte finale della sfida giocata in un campo comunque difficile come quello di Parma.

Higuain sembra il centravanti giusto per far girare bene la squadra dal punto di vista tecnico, il duetto con Ronaldo messo fuori di un soffio da CR7 è emblematico a riguardo, ma sono comunque tante piccole cose che lasciano un’impressione chiara come questa appena esternata: la curiosità di vedere Dybala lì in mezzo non può non esistere, ma sarebbe più un esperimento che ora non si ha il tempo di mettere in cantiere considerando anche le condizioni di salute del mister. Al bilancio ci pensiamo in altra sede, in altro momento. Un cantiere che vede Pjanic ancora più al centro del gioco bianconero, e che merita interpreti dal linguaggio differente lì accanto: grandissimo rispetto per l’atleticità di Matuidi e l’intelligenza tattica di Khedira, non può non passare inosservato lo stato di forma di Rabiot che è parso ancora in ritardo, ma non si può non sperare di vedere qualcosa di più dinamico in quella zona con il francese stesso e Ramsey, senza mai dimenticare Bentancur.

L’occhio critico, come sempre, ricade su dove la massa si concentra: come ha giocato De Sciglio? E perché De Sciglio e non Danilo? Il primo ha alternato cose buone a tante altre pochissimo buone, soprattutto in avvio di ripresa: ad oggi ci sta, domani non si sa. Domani, appunto, diamo il tempo a Danilo di prendere confidenza con l’ambiente, poi ne riparleremo.

Nell’attesa sediamoci davanti alla tv, studiamoci questo Napoli, la settimana prossima cominceremo subito a vederli da vicino: è ancora agosto, ma i punti sono punti ora e negli altri mesi dell’anno.