Parla Pirlo: entusiasmo, coinvolgimento e gegenpressing

di Juventibus |

Andrea Pirlo si è presentato in conferenza stampa per la prima volta da allenatore della prima squadra.

Andando subito al sodo, il tecnico bresciano ha subito definito i tratti distintivi che dovrà avere il suo calcio; oltre all’ormai inflazionato entusiasmo, la voglia di tenere il pallone e di recuperarlo immediatamente una volta perso (sono i dogmi del gegenpressing).

Per Pirlo, i calciatori devono divertirsi e avere gioia nel cercare di recuperare il pallone. Sull’approccio al campo, il neo tecnico bianconero (discostandosi dai metodi un po’ più freddi di Sarri) crede che sia necessario parlare molto coi suoi giocatori, e renderli partecipi agli allenamenti.

Sul tipo di calcio che verrà proposto, Pirlo ha ribadito che non ci sarà un modello fisso, che si potrà “difendere a 4 e impostare a 3”.

L’obbiettivo sarà vincere, come sempre, in un anno che sarà difficile da subito per il poco tempo a disposizione. La prima Juve di Conte, per Pirlo che ne era il leader tecnico, deve essere un modello di ispirazione.

Sui singoli, Pirlo ha parlato di Arthur “Buon giocatore, duttile, centrocampista di costruzione”, di Dybala e Ronaldo, con accenno a qualche dogma sacchiano (i giocatori bravi possono sempre giocare assieme). L’argentino non è sul mercato, con il portoghese c’è già stata una chiacchierata.

Sulla scelta di Tudor, Pirlo ha sottolineato quanto un personaggio di personalità come il croato possa fare al caso della Juve. Nella testa del bresciano, l’ex difensore potrebbe essere quello che sarebbe dovuto essere Andrea Barzagli, un maestro della difesa. In più, il suo passato juventino lo rende già integrato nel sistema.

Su Higuain, un Pirlo senza mezzi termini “il suo ciclo è finito”.

Chiusura sulla sua presunta predestinazione; dipenderà, come sempre, dai risultati.

Foto: Juventus.com


JUVENTIBUS LIVE